La vocazione del padre

INTERVISTA CON ADAMO PADRE DI UNDICI FIGLI

ERO IMMATURO

Io all’inizio del matrimonio ero immaturo, non ero preparato al ruolo di marito e di padre. Il Signore Dio semplicemente mi rese marito e padre, e ciò purtroppo molte volte nonostante me. Perché io avevo altri progetti riguardo a come ciò dovrebbe essere, mentre Dio sapeva che deve essere altrimenti. E mi conduceva per un’altra strada…

Prima, all’inizio del matrimonio, pensavo… la mia concezione del matrimonio, della famiglia… e della paternità, si limitava al fatto che avrei avuto due figli, ai quali avrei insegnato ciò che so fare bene, ossia mettere le viti al loro posto nella macchina, fare vari… lavoretti tecnologici… pensavo che avrei trasmesso ciò a loro, questa era la mia concezione, non riuscivo ad immaginarmi… molto più di questo.

 

LA PATERNITA’ E’ UNA LOTTA CONTRO LA PIGRIZIA

… la prima cosa che mi viene in mente è una forte lotta contro la mia pigrizia… spesso non si ha voglia di fare molte cose, mentre ai figli spesso non si può dire di “no”… bisogna fare qualcosa, reagire in qualche modo. E questo vedo che è l’aspetto più difficile, ma che è anche di molto aiuto… perché senza questa lotta… beh, … tutto sommato, la mia umanità sicuramente sarebbe più povera e, si potrebbe dire, più noiosa.

E’ vero che ci sono molte cose in cui… molte situazioni per cui i figli mi innervosiscono, mi fanno arrabbiare, ovviamente allora sopraggiunge la frustrazione, poiché ho la sensazione che non sono il padre che dovrei essere…, ma poi mi rendo conto che sono così come il Signore Dio mi ha creato, con tutta… con tutta la mia interiore ricchezza e povertà. Ed allora… beh, direi che innanzitutto osservo sempre questo fatto.

 

LA PATERNITA’ E L’UNITA’ DEL MATRIMONIO

L’unità del matrimonio è fondamentale… capisco che devo sempre sostenere mia moglie, che quando noi viviamo l’unità, allora i nostri figli hanno una vita molto più facile. Semplicemente, qualsiasi divieto è da loro accettato più facilmente, se vedono che rispetta l’opinione mia e di mia moglie. E per questo motivo, per esempio la paternità mi ha sempre insegnato a parlare con mia moglie, fatto che per me, per il mio carattere non è per nulla facile. Io sono piuttosto una persona… solitaria, una persona che riflette sulle sue questioni nella propria interiorità ed una persona a cui sembra che questa, …, beh, …, sia la soluzione migliore. Invece vedo che no, poiché spesso sbaglio, e allora colloquiando, a volte perfino litigando, riesco a correggere molte cose che fanno parte del mio modo di pensare e di agire. E vedo anche che ciò, obbligando ad una certa relazione nel matrimonio, conduce ad una maturità molto più grande della coppia. E questo fatto aiuta ancora di più i figli, quelli successivi.

 

LA MANCANZA DELL’ESEMPIO DEL PADRE

(…) un problema esistenziale consiste nel fatto che gli uomini non hanno un modello di come essere uomo nei loro… padri. E mi sembra che l’esempio di uomo – macho, che di solito si vede nei film, in verità non funziona normalmente nella vita al di là dei… al di là dei film. Piuttosto, l’uomo è una persona che semplicemente fugge. Semplicemente fugge dalle responsabilità, dai problemi, dalle situazioni… difficili da risolvere. E ciò provoca in lui… la paura ed egli non vuole affrontare alcun problema.

 

LA RIGOROSITA’ DEL PADRE

Si vorrebbe sempre essere amico del figlio, essere sempre per lui… colui che… risponde positivamente, dice sempre di sì. Invece la funzione del padre… in relazione alla visione del padre che ha Dio, è una funzione che dà un certo… che fa capire al figlio che c’è il male e c’è il bene. E ciò, purtroppo, è collegato con il dire spesso “no”, … con il vietargli alcune cose. Non soltanto nel senso che c’è qualcosa di veramente cattivo per lui, ma anche per insegnargli l’obbedienza… Ovviamente, i figli preferiscono sempre la mamma, che è più affettuosa, dolce, mentre il padre, che pone sempre alcune barriere, è evitato da loro… la paternità … è una grande grazia che la Chiesa mi ha donato, facendomi conoscere in che cosa consiste la paternità.

Vedo che questa è una sfida molto difficile. Bisogna dire parecchie volte “no” ad un figlio, quando si vede che egli soffre, che ha progetti diversi. E più il figlio è grande, e più ciò è difficile, perché egli allora… uno piccolo ancora dirà volentieri che per esempio qualcosa è cattivo, che non gli piace, mentre quelli più grandi spesso nascondono ciò… e poi, per scaricare la tensione della situazione, bisogna ovviamente incontrarlo in un altro momento, parlargli, scacciare un po’ ciò che è in lui. E a volte ci riusciamo, a volte no.

 

LA PATERNITA’ E L’INDICAZIONE DEL BENE E DEL MALE

E’ come ho detto una cosa a proposito di… una certa rigorosità, che è richiesta da un padre. E dico che questa cosa è sicuramente importante, ossia che il padre sia una persona che dà ai figli dei segnali chiari che ci sono delle cose cattive e delle cose buone, … affinché il figlio sappia chiaramente che alcune cose sono accettabili mentre altre sono vietate. E ciò… E ciò è… E ciò è in questo senso molto importante.

Penso che è anche sicuramente molto difficile nella nostra società, … dove la maggior parte degli uomini non ha molto sviluppate le caratteristiche maschili, poiché nel matrimonio, in generale, nella maggioranza delle coppie, il ruolo dominante è rivestito dalla donna. Quindi gli uomini hanno debolmente sviluppate queste caratteristiche maschili, ne hanno piuttosto di femminili, e perciò hanno paura di confrontarsi con la donna. Anche io vedo che ho paura, ma posso dire che grazie alla Chiesa, grazie a Dio, grazie alla Sua Parola, anche grazie alla preghiera con mia moglie, vedo che il Signore Dio mi fornisce il coraggio, per molte volte… Beh, spesso lo sento come un rischio.

 

L’AFFETTUOSITA’ DEL PADRE

Il padre deve essere anche una persona affettuosa, infatti non può essere soltanto rigido, poiché allora sarà sempre evitato dai figli. E così, beh, …, è vero che i figli dovrebbero un po’ temere il proprio padre. Mia moglie Monica dice sempre che vorrebbe avere registrata una tale voce, proprio con questa bassa intonazione, che dica… Infatti afferma che basta che io dica una volta con calma, piuttosto che lei debba urlare per cinque minuti, eccetera… ad alta voce. E i figli allora sanno già che questa voce dichiara che bisogna fare questa certa cosa senza opporsi.

 

IL CONTATTO FISICO

Io, per mio “uso personale”, ho scoperto una cosa, ossia che per me, a cui è difficile mostrare i sentimenti, nel senso dell’affettuosità, nel senso degli abbracci, sicuramente mi ha aiutato molto l’unità nel matrimonio, …, la consapevolezza che i figli non sono miei rivali nei confronti di mia moglie Monica, così che mi è più facile. Ma per esempio una tale dimostrazione d’affetto, quale può essere il solleticare i figlioletti, è un modo molto buono per entrare in una relazione con loro, anche fisica, piacevole per loro, allegra, che molte volte serve a scaricare la tensione. Ed adesso molto spesso si vede che quando uno di loro si siede sulle mie ginocchia con l’intenzione evidente di essere solleticato, subito si aggiungono anche altri, perfino quelli più grandi. Si vede che si aspettano che io in qualche modo faccia il solletico anche a loro. Vedo che anche… il contatto fisico del padre con i figli è molto importante.

 

LO SVILUPPO DELL’EDUCAZIONE

Anche io grazie alla Chiesa sono venuto a sapere una cosa, che è per me di grande aiuto, ossia la constatazione che questi non sono miei figli, questi che sono nati nella mia famiglia: questa affermazione può essere brutale, ma è un fatto. Questi non sono miei figli. Hanno il nostro cognome, sono simili a noi genitori, ma non sono nostri figli, perché sono figli di Dio, i quali io in qualche modo ho ricevuto per condurli alla maturità. Innanzitutto della Fede… Anche ovviamente alla maturità fisica, come persone adulte, per quanto è possibile tra i miei peccati, e questo è il mio incarico. Paradossalmente oggi mi sembra, dalla prospettiva di venti anni di matrimonio, che è stato molto più facile accoglierli piuttosto che, poi, lasciarli andare nel mondo adulti e già formati,e permettere che facciano i loro errori. Sicuramente senza la Chiesa, senza una certa formazione alla Fede, che abbiamo nella Comunità dei Neocatecumenali insieme a mia moglie, ciò forse non sarebbe stato possibile, ossia non sarebbe stato possibile avere così tanti figli nella nostra casa, e sarebbe stato impossibile a lasciarli davvero… semplicemente andare, per quanto possibile sani.

 

LE CARATTERISTICHE DI UN PADRE – IL CORAGGIO

Io penso che… la parola stessa “mascolinità”… si associa al concetto di un certo tipo di coraggio. Vero? E penso che questo è ciò che manca agli uomini. Non il coraggio di, che so, un’escursione dove deve affrontare… un animale selvatico. Vero? Poiché ciò è proprio quello che mostra la televisione, ossia che all’uomo piacciono le automobili da corsa, e guidare per esempio come Kubica, …, ed egli sogna.

Ma andare in un’escursione che richiede coraggio, ed il superamento di se stesso. Ritengo che in generale gli uomini hanno bisogno di ciò, ma non hanno lo spazio per farlo, poiché nelle relazioni matrimoniali, come ho detto, in generale prevalgono le donne, e ciò è, in un certo senso, comprensibile, poiché su di loro pesa principalmente la responsabilità per tutto. Per l’uomo è difficile trovarvi il proprio spazio, poiché nessuno gli ha mai detto che dovrebbe fare ciò… Di solito ha l’immagine di suo padre che va al lavoro, è assente per mezza giornata o, adesso, anche di più, perfino molte settimane…

Il coraggio, che…, non è facile, io stesso vedo nella mia vita, poiché ogni giorno al mattino mi risveglio, ogni giorno è un certo tipo di escursione, per entrare in queste situazioni di conflitto dei miei figli, nei loro problemi, nel fatto che uno di loro è malato, che uno di loro ha bisogno di qualcosa, e per non fuggire da queste cose. Ed in questo senso qui cercare di mantenere una mente consapevole, significa dire molte volte le parole adatte, conservare un certo tipo di… autocontrollo… E anche d’altra parte allora, quando si vede che bisogna prenderne uno in braccio, …, coccolarlo, accarezzarlo, dargli un bacio, fargli il solletico. No? Ed è questo, penso… Questa è una mascolinità sana, equilibrata.

 

DIO ESEMPIO DI PADRE

Penso che Dio è un tale modello, si può dire, un certo esempio di mascolinità, che da una parte… ci mette davanti a situazioni difficili, ci fa confrontare con situazioni complicate nella nostra vita, ma d’altra parte è anche sempre pronto ad aiutare e a rispondere… alla richiesta e all’urlo… d’aiuto.

 

IL MARITO CAPO DELLA MOGLIE

Dio mi ha introdotto nella Chiesa anche in questo senso che mi ha dato un certo tipo di ricetta, che è scritta molto chiaramente nelle Sacre Scritture, dove è detto che l’uomo è il capo della casa, il capo della moglie, e che la moglie è sottomessa al marito. Queste parole di San Paolo non sono affatto popolari, poiché, ovviamente, sono associate da molte femministe… in modo… in un modo che non è in accordo con ciò che è detto, ossia che l’uomo deve essere proprio colui che… è completamente indipendente, eccetera…, che è padrone di tutto. Mentre la verità è che proprio l’uomo deve essere il capo nel senso dell’assunzione di responsabilità, di responsabilità per l’unione del matrimonio, non soltanto dal lato finanziario, ma anche… per tutti i problemi emotivi della casa… Ossia non posto al di là di essi…, mentre la donna, come sottomessa, ossia colei che discute con il marito alcune questioni, aiutandolo sempre a comprendere quelle sfere che l’uomo non comprende, e sono molte, soprattutto dal punto di vista emotivo. Noi uomini amiamo sempre le scorciatoie, dire “no” e basta, “no” poiché “no”. Mentre la verità è che a volte semplicemente bisogna chiarire alcune questioni. E questa è una certa cosa… la durezza, ma anche la capacità di essere persuasivo. Ed io non riesco ad immaginarmi sicuramente una situazione in cui non c’è unità nel matrimonio, poiché allora ci sarà sempre la lotta tra marito e moglie.

 

IL RUOLO DEL MARITO ED IL RUOLO DELLA MOGLIE

Io stesso ho visto, e forse non mentirò dicendo che molte centinaia di coppie sposate, le quali si trovavano proprio in una tale situazione, …, in cui l’uomo era per esempio un alcolizzato, mentre la moglie, per fede e non per altri motivi – per esempio psicologici -, soltanto per fede, rischiava, confidando che Dio non sbaglia, nemmeno nel loro caso. Perché se Dio ha benedetto il loro matrimonio, è un fatto, significa che c’è la mano di Dio. E se questa moglie, vedendo anche l’imperfezione del proprio marito, ha rischiato e gli ha dato il potere nelle mani, risultava che questo uomo maturava e diventava un buon marito molto velocemente. Era entrato nel suo ruolo. Molte volte sopraggiungevano anche i figli in un tale matrimonio già completamente… di un altro genere, e l’uomo allora abbandonava molto velocemente la sua dipendenza dall’alcool, perché risultava che questo è un certo sintomo del fatto che egli non è in grado di… non si sente realizzato… non ha un luogo in cui realizzarsi nella vita. Ovviamente questo fatto vale anche dall’altro lato. Quando un uomo si assume su di sé il suo ruolo di marito, ne consegue che la moglie in un modo automatico, si può dire, entra nel suo ruolo, e perfino, ovviamente con varie resistenze, difficoltà, timori, con le abitudini contro cui bisogna lottare, ma poi si sente veramente contenta. Infatti risulta che il Signore Dio non si è sbagliato creando la donna per una cosa e l’uomo per un’altra. E quando lo scoprono, ne consegue un certo equilibrio.

 

INSEGNARE L’OBBEDIENZA

Uno dei compiti principali, non voglio dire unici ma principali, è di insegnare ai figli l’ubbidienza, l’ubbidienza… il cui… apprendimento inizia molto presto. Perché molti pensano: “Aspetterò fino a quando il bimbo andrà in prima elementare ed allora gli insegnerò l’ubbidienza”. Io stesso, perfino leggendo a proposito di questa tematica, so che la psicologia stessa dice che in verità il carattere di un bimbo si forma fino ai suoi sette anni; i coraggiosi dicono che fino agli otto anni ancora si può cambiare qualcosa.

Dopo questo tempo, si può fare ancora un certo genere di cosmesi, ma… Poi non si riesce più a formarlo. Se non si insegna ad un bambino, da piccolo, che deve essere ubbidiente, poi è molto difficile, e si può farlo soltanto esteriormente. Io ho sempre cercato di insegnare ai miei figli l’obbedienza, non soltanto nel senso che facciano ciò che io voglio, affinché io stia più comodo. Ma affinché imparino che, quando saranno più grandi, sopraggiungeranno – essi non lo sapevano – delle situazioni serie, ed allora non ci sarà tempo per discutere, per parlare, per spiegare, ma dovranno allora soltanto essere preparati che quando dico “no”, io o mia moglie, allora essi devono fidarsi che lo diciamo per il loro bene.

 

IL RISPETTO

Penso che sia facile intendere il rispetto nel senso di una certa cultura personale, vero?, di un comportamento educato, gentile. Beh, questo è ovvio. Spesso le emozioni non aiutano in questo del tutto. Il rispetto anche in ciò che è… che forse è la cosa più difficile per gli uomini, alcuni sono emotivamente allevati dalle donne, quindi… come un nostro amico ha detto a Monica: “Faremo tutto affinché tu sia soddisfatta”. Se l’uomo compie soltanto ciò che soddisfa la donna, anche questa è mancanza di rispetto, a mio parere. C’è bisogno di sincerità. Ovviamente mai davanti ai figli, in una forma aggressiva. E’ sempre meglio quando i figli non sono presenti. Ma è necessario affermare chiaramente: “La mia opinione è diversa. Io ritengo che dovremmo fare così come decido io, e ti chiedo particolarmente di ascoltarmi… di essere d’accordo con me, di essere obbediente a ciò che io dico, nei confronti dei figli”.

Penso che questa sia la cosa più difficile, ossia il fatto di contrastare, emotivamente, una certa facilità del dire: “Va beh, va bene, hai ragione tu”. D’altra parte, dopo, un giorno, si rinfaccerà, quando ci sarà un’occasione, quando si scoprirà che è stata una scelta errata. Eh, sì. Poiché, infatti, il più… il più delle volte ha questo aspetto, vero?, è così che questa cosa non ci lascia indifferenti, ma noi ci prepariamo il nostro “bagaglio” quando non siamo sinceri. E spesso da una discussione può conseguire che anche se io ho un’opinione, che sembrerebbe ovvia, ma… a volte non è vera. E si può anche cambiarla.

 

IL CONFLITTO TRA LE GENERAZIONI

Con mia moglie abbiamo scoperto anche una cosa molto curiosa, un po’ grazie ai conoscenti, un po’ grazie alla nostra esperienza, che… Si parla molto del conflitto delle generazioni. Ciò significa che l’opinione degli adulti è contestata, ossia si oppone al pensiero dei giovani. Invece, io ho notato che ciò non è vero… Intendo dire che i giovani contestano sempre la mia opinione, ma come un certo tipo di prova. Noi lo abbiamo notato in certe situazioni, in cui noi con i nostri figli, quelli più grandi, discutevamo di certe questioni serie. E loro ci attaccavano sempre con certe domande, che del resto sono molto diffuse, popolari: “Perché ci vietate questo o quello?”.

Ma quando poi essi stessi andavano nel loro ambiente, utilizzavano i nostri argomenti come forme della discussione con questi loro giovani amici, coetanei, come forma, anche, di conferma che deve essere proprio così. Così che… Penso che ciò è molto fortemente collegato con il fatto che i figli accettano questo come … metodo educativo, ossia, ma devono essi stessi definirsi, ossia prima in qualche modo negarlo, ma poi essi stessi rifletterci sopra ed accettarlo, ma modificandolo, poiché si sa che possiamo compiere alcuni piccoli errori collegati a queste questioni.

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