Il “bocciolo” gigante della fede

“C’era una volta… in un povero paese dell’Albania, una bambina che i genitori chiamavano “Bocciolo”. Quella bambina, pur crescendo, rimase sempre minuta, ma divenne un gigante della fede”.

È così che comincia il libro “Madre Teresa. La vita della Santa di Calcutta raccontata a piccoli e grandi” scritto da Gabriella Soma e Vincenzo Sansonetti, illustrato da Luca Francocci ed edito da Mimep-Docete.

Teresa di Calcutta, ormai santa dal prossimo 4 settembre quando sarà canonizzata da Papa Francesco, è una grande testimone della Misericordia di Dio. Madre Teresa si è lasciata condurre da Dio, come una matita nelle mani del Signore, ed è diventata strumento della Misericordia di Dio in mezzo ai fratelli più bisognosi.

Io sono stata sempre affascinata da questa grande figura della fede così contemporanea a noi. Madre Teresa è stata una donna coraggiosa; non ha avuto paura a prendere il Vangelo sul serio e a compierlo nella sua vita. Dio le ha chiesto molto e lei Gli ha donato tutto quello che ha potuto: ha lasciato tutto, il suo Paese, la sua famiglia e gli amici e ha deciso di seguire il Signore. All’età di 18 anni entrò nella Congregazione delle Suore di Loreto e s’imbarcò per il Bengala.

Allora sembrerebbe che avesse compiuto tutto quello che Dio le aveva chiesto seguendo la sua vocazione. Però non fu così. Dopo 2 anni di permanenza nella Congregazione delle Suore di Loreto, sente un’altra volta la voce di Gesù dentro il cuore che le chiede di abbandonare ancora una volta tutto e di andare nei quartieri più miseri per servire i “poveri più poveri”.

Una nuova rinuncia… Lasciare un posto sicuro e comodo e avventurarsi nei quartieri miseri e vivere anche lei nella miseria? Forse vi chiedete, come ho fatto anch’io quando ho sentito la storia di questa grande santa: perché Gesù ha scelto una donna piccola, insignificante, il “bocciolo”, per affidarle questa grande opera di misericordia? Io penso che l’ha scelta proprio per la sua piccolezza, come ha fatto un secolo fa con santa Faustina. Solo le persone umili sono capaci di capire la misericordia di Dio perché la sperimentano prima nella propria vita. E poi, solo chi ha sperimentato la misericordia di Dio nel proprio cuore può donarla agli altri.

Madre Teresa ha toccato il fondo della sua propria miseria. Era rimasta da sola con una missione grande, troppo grande per le sue deboli forze. Però non ha perso la fede e la speranza in Gesù. Sapeva che se Lui chiede un’opera grande, darà anche le grazie necessarie per compierla. Penso che questo sia il messaggio più forte che questa Santa ci ha lasciato.

Vi invito a leggere questo piccolo libretto diviso in due parti. La prima parte è la storia della Santa raccontata ai piccoli scritta da Gabriella Soma. Venti tappe che illustrano i passaggi più significativi della sua missione.

La seconda parte invece è rivolta ai “grandi” ed è scritta da Vincenzo Sansonetti. Il messaggio principale che Sansonetti vuole lasciare ai suoi lettori è questo: chi vuole essere santo non deve fare grandi cose, basta AMARE.

Mi auguro che questa grande testimone dell’amore di Dio sia per noi esempio e guida sulle vie della nostra vita quotidiana.

sr. Dolores

Alcune illustrazioni tratte dal libro:

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