Se non in vitro, allora come?

TESTIMONIANZA

Uno dei medici della clinica che per prima usò la tecnica “in vitro” in Polonia, è il ginecologo polacco Tadeusz Wasilewski, esperto in questo settore e soddisfatto della sua vita professionale, ma che poi sente di dover cambiare strada, ponendosi tuttavia questa domanda: “ma se non “in vitro” allora come?”

“Non ho più eseguito nemmeno un intervento “in vitro” – spiega il dott. Tadeusz Wasilewski, fondatore, in Polonia, del centro per curare la sterilità con il metodo della NaProTechnology (dall’ inglese: natural procreative technology). Prima che la sofferenza e la disperazione vi porti in una clinica “in vitro”, pensate alla NaProTecnologia. Il dott. Tadeusz Wasilewski ha lavorato per 15 anni nella prima clinica “in vitro” in Polonia, ma nel 2007 ha deciso di cambiare. Perché? La causa di questa scelta non si trova nelle relazioni umane all’interno della clinica; essa piuttosto deriva dalle questioni legate allo stesso metodo “in vitro”. “Da sempre la medicina è la mia passione.” – spiega il dott. Wasilewski. “Ottenevo degli ottimi risultati con il metodo “in vitro” e mi sentivo realizzato professionalmente; inoltre guadagnavo bene”. Comunque ad un certo punto sentì di dover lasciare tutto, non volendo più eseguire gli interventi “in vitro”; il pensiero di dover cambiare direzione lo tormentava, anche nonostante le numerose scatole contenenti circa 2 mila lettere di ringraziamento e le fotografie di tanti bimbi sorridenti – concepiti, però, nei flaconcini del labolatorio.

Dopo avere abbandonato il posto nella clinica che applica il metodo “in vitro”, “inizialmente non sapevo più dove andare e che cosa fare” – racconta il dottore. Poteva certamente lavorare come ginecologo, però non avrebbe potuto più sfruttare la sua particolare preparazione professionale. “E’ stato allora che ho ricevuto una chiamata da una mia amica, anche lei ginecologo: mi chiedeva se avessi mai sentito parlare della NaProTecnologia. Le ho risposto di no. Però mi sono messo a cercare nelle biblioteche e a leggere in internet tutto ciò che riguarda questo tema. Di conseguenza, ho scoperto che la NaProTecnologia è un metodo pienamente professionale per curare la sterilità, avente efficacia già documentata, basato completamente sulla naturale procreazione umana e in accordo con i valori etici”. Ecco, così il dott. Wasilewski ha trovato la risposta alla domanda: “ma se non “in vitro” allora come?”.

“Poco dopo ho ricevuto dal professore B. Chazan il manuale della NaProTecnologia, e qualche mese più tardi ho partecipato, a Roma, al congresso mondiale sulla NaProTecnologia, organizzato dai fondatori del metodo, americani di Omaha. Lì, ho ulteriormente arricchito la mia conoscenza di questa pratica. Allora mi sono reso conto che la mia conoscenza del settore era già a buon punto, e, una volta per tutte, ho deciso: basta con il metodo “in vitro”, perché l’attenta osservazione dei bio-segnali naturali permette di trovare un sistema efficace per aiutare le persone” – spiega il medico. Per esercitare la sua nuova professione, egli ha fondato il centro di NaProTecnologia a Bialystok in Polonia, chiamato: NaProMedica.

Ma effettivamente, come funziona la NaProTecnologia, che cosa è? Quando una coppia avente problemi di sterilità si reca al centro del dott. Wasilewski, prima di tutto viene visitata dal medico. Il suo compito consiste in un’accurata diagnosi. Il successo di questo metodo dipende da un’analisi dettagliata di ogni caso ad ogni fase del percorso. Prima bisogna raccogliere tutte le informazioni sui pazienti. Può essere che non si è ancora giunti ad un concepimento perché il marito lavora ad un distributore di benzina, oppure in altre condizioni nocive alla salute. O magari fuma 40 sigarette al giorno! Poi si passa agli esami diagnostici: attività degli ormoni, velocità degli spermatozooi (uno dei criteri fondamentali per la capacità di concepimento). Si prosegue con un’endoscopia ginecologica, grazie alla quale non solamente si riesce a vedere tutti gli organi genitali femminili, ma si può anche provvedere alla eliminazione di tanti ostacoli o disturbi.

Per far nascere un altro prima conosci te stessa! Fin qui può sembrare una normale routine di un ambulatorio ginecologico. La differenza consiste negli incontri con insegnanti di NaProTecnologia. Loro indicano alla coppia come osservare, comprendere e registrare i bio-segnali. Questi segni emessi dal corpo della donna informano quando lei è o non è fertile. È una questione nota alla scienza, ma il 99% delle donne non se ne rende conto. Invece, la conoscenza del proprio ritmo biologico ha molta importanza nella possibilità di concepimento. Però la NaProTecnologia non si ferma solo ai metodi naturali, bensì propone anche un sistema di tabelle progettate dal professore Thomas Hilgers, che rispecchiano le condizioni di salute della donna. Di conseguenza, in questi casi per un ginecologo spesso è sufficiente un’occhiata per capire quale cura dovrebbe seguire la paziente. Le insegnanti di NaProTecnologia non possono prescrivere una terapia, ma devono dedicare ad ogni singolo caso il tempo necessario e trasmettere tutte le informazioni ad un medico qualificato.

Che storia: il bambino è nato, anche se la fecondazione in vitro ha fallito. La NaProTecnologia è una proposta per le donne dall’età dell’adoloescenza fino alla menopausa. Serve non solo a facilitare la nascita di un bambino, ma di per sé è anche una profilassi per la salute, essendo una pre-diagnosi che segnala alla donna quando nel suo organismo c’è qualcosa che non funziona. Può essere usata anche da chi non pianifica una nascita in quel dato periodo, in base anche allo stato di salute. La NaProTecnologia è sempre applicabile, in tutti i casi, di qualsiasi lunghezza sia il ciclo; inoltre è un metodo cucito a misura di ogni donna. Tuttavia gli specialisti avvertono che, contemporaneamente, non si tratta di una soluzione miracolosa per tutte le coppie senza figli. Chi non dovrebbe usare il metodo della NaProTecnologia? Sicuramente non è un sistema creato per le donne che trattano con molta leggerezza la propria vita sessuale. La NaProTecnologia è un metodo per una reale cura, e i suoi effetti benefici si notano anche dopo la tanto sospirata nascita del bimbo, mentre la coppia che si sottopone ad un intervento “in vitro” rimane comunque di per sé sterile. La NaProTecnologia non suscita alcun dubbio morale, ed è anche, letteralmente parlando, pienamente “ecologica”. Non è un metodo sempre efficace, al 100%, ma non lo è nemmeno la fecondazione “in vitro”. Il dott. Wasilewski sottolinea: “Mi ricordo casi di coppie che avevano seguito tutto il programma “in vitro” senza risultati positivi. Spesso invece la terapia paziente per una riconquista dell’equilibrio biologico ha portato alla felice nascita del piccolo.” Inoltre, la NaProTecnologia è anche un metodo relativamente economico rispetto agli altri, “in vitro” compreso.

Lo studio dell’infertilità batte la provetta La percentuale di efficacia, di successo, della NaProTecnologia è tra il 30 ed il 70% contro il 20% della Pma (procreazione medicamente assistita). Dal convegno “Fertilità: visione cattolica”, organizzato dall’IDI–IRCCS e dall’Ateneo Regina Apostolorum (APRA), è emerso che è meglio stringere tra le braccia un bebé senza dover diventare cavie da laboratorio, ma studiando i problemi della infertilità e correggendoli in modo naturale, inoltre con chance di successo migliori della procreazione medicamente assistita, normalmente proposta alle coppie che hanno problemi ad avere figli. La NaProTechnology, appunto Natural Procreative Technology, è un percorso per arrivare in modo naturale alla gravidanza, e parte dallo studio della fertilità attraverso: l’analisi del calendario mestruale per guidare la coppia ad avere rapporti mirati ed evidenziare se ci sono problemi nel ciclo; l’intervento chirurgico dove serve ripristinare condizioni anatomiche ottimali; il sostegno psicologico agli aspiranti genitori. Questa metodologia ha un tasso di successo che va dal 30 al 40% a seconda dell’età della donna mentre la Pma ha percentuali di successo attorno al 20%.

Lo studio dove si può trovare l’aiuto nella specialità della NaProTechnology:

 

Dott. Med. Raffaella Pingitore

Clinica LUGANESE Moncucco

Via Soldino 5

6900 Lugano

Svizzera

Tel.: 091 923 38 18

Fax: 091 923 70 90

 

 

INDIRIZZI UTILI dei naprotecnologi:

PRACTITIONERS (INSEGNANTI)

 

Simona FORNARINO

Insegnamento via Skype

Ore serali dal lunedì al venerdì, in giornata il sabato

Lingue parlate: italiano (madrelingua) e francese

s.fornarino@gmail.com

 

Francesca PIANA

Insegnamento via Skype

Lingue parlate: italiano (madrelingua), inglese e spagnolo

tel. 0039 3403678838

skype: francydovesei

email: fran.piana@gmail.com

 

Dr.ssa med Elisabetta FIORE

FMH Medicina Interna Generale

Via Can. Riccardo Induni 2

6833 Vacallo – Svizzera

tel. 0041(0)91 683 56 32

email: fiorelisabetta.doc@gmail.com

 

Ana Maria Ramirez Núñez

anamaria.creighton@gmail.com

tel. 320 808 7572

Studio: Via Reginaldo Giuliani 216, Firenze 50141

Skype: anamariaramirez10810

Orario: tutti i giorni dalle 9 alle 20 (orario da concordare)

Lingua parlate: Italiano e Spagnolo

 

Maja JURKOVIC

maja.jurkowich@gmail.com

cell. 366 594 4612

Regione Torino e Milano = Piemonte o Lombardia

 

 

MEDICAL CONSULTANT

ITALIA

 

Dott. Michele BARBATO (LOMBARDIA)

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Ospedale di Melegnano, tel. 02 98052274

 

Dott.ssa Serena DEL ZOPPO (LOMBARDIA)

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serenadelzoppo@libero.it

Milano, Clinica Columbus Tel 02480801

Como, CDC-New Tel 031262136

 

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tel. 02/466305

 

Dr Maria Elzbieta KONECKA (ROMA)

cel 333 426 6581

ginkonecka@gmail.com

 

SVIZZERA (cantone italiano)

Dr.ssa med Raffaella Pingitore

FMH Ginecologia ed Ostetricia

Clinica LUGANESE Moncucco

via Soldino 5, 6900 Lugano

Telefono 0041(0)91 923 38 18

email: info@raffaellapingitore.ch

 

Dr.ssa med Elisabetta FIORE

FMH Medicina Interna Generale

Via Can. Riccardo Induni 2

6833 Vacallo – Svizzera

tel. 0041(0)91 683 56 32

email: fiorelisabetta.doc@gmail.com

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