Procreazione Moralmente Assistita

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Sabato 18 aprile 2015 si è svolto a Roma presso la Facoltà di Bioetica un incontro sulla Procreazione Moralmente Assistita. La scienza e la fede sono degli alleati nell’aiutare la riproduzione umana. Di fronte al dramma dell’infertilità che alcune coppie sperimentano si propongono interventi medici integrati, come le NaPro technologies. Scopriamo così come la medicina può aiutare a generare gli uomini del futuro, senza compromettere il futuro dell’Uomo.

Relatori:

Gonzalo Miranda L.C. – Il magistero della chiesa sulla bioetica della procreazione umana

Maria Konecka, Diane Vinciguerra ­ – Le NaPro technologies in aiuto alla fertilità

Trovate sotto il video integrale dell’incontro:

La possibilità di concepire un bambino

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Il video parla della NaProTechnology, una tecnologia della procreazione naturale.

INDIRIZZI UTILI dei naprotecnologi:

PRACTITIONERS (INSEGNANTI)
Simona FORNARINO
Insegnamento via Skype
Ore serali dal lunedì al venerdì, in giornata il sabato
Lingue parlate: italiano (madrelingua) e francese
s.fornarino@gmail.com

Francesca PIANA
Insegnamento via Skype
Lingue parlate: italiano (madrelingua), inglese e spagnolo
tel. 0039 3403678838
skype: francydovesei
email: fran.piana@gmail.com

Dr.ssa med Elisabetta FIORE
FMH Medicina Interna Generale
Via Can. Riccardo Induni 2
6833 Vacallo – Svizzera
tel. 0041(0)91 683 56 32
email: fiorelisabetta.doc@gmail.com

Ana Maria Ramirez Núñez
anamaria.creighton@gmail.com
tel. 320 808 7572
Studio: Via Reginaldo Giuliani 216, Firenze 50141
Skype: anamariaramirez10810
Orario: tutti i giorni dalle 9 alle 20 (orario da concordare)
Lingua parlate: Italiano e Spagnolo

Maja JURKOVIC
maja.jurkowich@gmail.com
cell. 366 594 4612
Regione Torino e Milano = Piemonte o Lombardia

 

MEDICAL CONSULTANT
ITALIA

Dott. Michele BARBATO (LOMBARDIA)
cell. 3395335692
riceve presso:
Vimercate, Via Mazzini 25, tel. 0396081590
Milano, Clinica Columbus, tel. 02480801
Ospedale di Melegnano, tel. 02 98052274

Dott.ssa Serena DEL ZOPPO (LOMBARDIA)
cell. 3494739695
serenadelzoppo@libero.it
Milano, Clinica Columbus Tel 02480801
Como, CDC-New Tel 031262136

Dott.ssa Rosanna FORNARO (LOMBARDIA)
Milano, via Vittorio Colonna 37
cell. 330725066
tel. 02/466305

Dr Maria Elzbieta KONECKA (ROMA)
cel 333 426 6581
ginkonecka@gmail.com

 

SVIZZERA (cantone italiano)

Dr.ssa med Raffaella Pingitore
FMH Ginecologia ed Ostetricia
Clinica LUGANESE Moncucco
via Soldino 5, 6900 Lugano
Telefono 0041(0)91 923 38 18
email: info@raffaellapingitore.ch

Dr.ssa med Elisabetta FIORE
FMH Medicina Interna Generale
Via Can. Riccardo Induni 2
6833 Vacallo – Svizzera
tel. 0041(0)91 683 56 32
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Incontro sulla Naprotecnologia

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PER LA PRIMA VOLTA IN ITALIA UN INCONTRO SULLA NAPROTECNOLOGIA, NUOVO METODO CONTRO L'INFERTILITÀ

Le difficoltà di concepimento sono sempre più diffuse. La Naprotecnologia, sviluppata negli Stati Uniti dal prof. Thomas Hilgers, è un nuovo metodo naturale che cura l’infertilità e in generale la salute delle donne, diagnosticando tempestivamente molte malattie con avanzate tecniche chirurgiche endocrinologiche e farmacologiche. E’ un trattamento che cerca ed elimina le cause del problema in modo etico, rispettando la dignità e la vita.

Il 20 febbraio 2013 a Milano ha avuto luogo il primo incontro italiano sulla Naprotecnologia, un nuovo metodo naturale per la cura dell’infertilità e la salute della donna, organizzato dalla Casa Editrice Mimep-Docete delle Suore Loretane in collaborazione con il Comitato Cattolici Civiltà dell’Amore. Sono intervenuti ginecologi e specialisti italiani e stranieri, che da tempo studiano e utilizzano la Naprotecnologia per aiutare le coppie a concepire figli. L’incontro ha presentato le caratteristiche, le metodologie e i vantaggi di questo metodo, che è naturale ma non per questo semplice o semplicistico perché basato su ricerche approfondite e cure farmacologiche, endocrinologiche e chirurgiche.

Ha dato inizio agli interventi la dr.ssa Raffaella Pingitore (medico naprotecnologo, specialista in ostetricia, ginecologia e chirurgia, e formatrice Teen Star, Lugano, Svizzera) che ha spiegato su cosa si basa la novità della Naprotecnologia, indicando le differenze di questo metodo rispetto agli altri metodi naturali e alla fecondazione in vitro. Tale metodologia analizza i marcatori del ciclo: ossia le perdite ematiche e il muco cervicale. La Naprotecnologia si basa sull’analisi sistematica a approfondita del muco, dalla cui osservazione si scoprono le cause di infertilità e altre anomalie. La Naprotecnologia, infatti, non è solo un aiuto per il concepimento ma anche per far fronte a problemi ormonali, organici e a molte sindromi legate al ciclo. La donna impara a conoscere la propria fertilità, poiché essere fertile non significa avere le mestruazioni regolari, ma avere l’ovulazione.

Il dr. Maciej Barczentewicz (medico naprotecnologo, specialista in ginecologia e ostetricia, consulente di Bioetica per l’Episcopato polacco, e presidente dell’Istituto Giovanni Paolo II per la Cura dell’Infertilità della Coppia, Lublino, Polonia) ha affrontato il tema dell’infertilità come malattia cronica multi-fattoriale riportando casi concreti di coppie con differenti difficoltà ad avere bambini. La Naprotecnologia si basa su un approccio multifattoriale al problema cronico dell’infertilità poiché essa è una conseguenza di più cause e non dipende da un’unica condizione acuta. Solo con questo approccio si ha la possibilità di un miglioramento, a differenza della fecondazione in vitro che agisce solo in prospettiva di una risoluzione immediata (e la sua efficacia non è assolutamente certa) e non definitiva.

Con la Naprotecnologia vengono presi in considerazione tutti i possibili fattori come il basso livello di ormoni, la dieta e l’alimentazione, il muco limitato, fattori genetici etc…; successivamente si adottano le cure specifiche al caso.

La relazione della dr.ssa Małgorzata Mąsiorska (istruttrice del Modello Creighton, pedagoga, coordinatrice di Voci Cattoliche Polacche, portavoce dell’iniziativa civica europea “Uno di Noi”, Varsavia, Polonia) ha chiarito il ruolo fondamentale, nell’ambito della Naprotecnologia, dell’istruttore che segue la coppia e spiega alla donna come osservare i marcatori del ciclo mestruale.

La dr.ssa Serena Del Zoppo, (specializzanda ginecologa presso l’ospedale Fatebenefratelli di Milano) ha presentato il Progetto SERENITA’, che intende aiutare le coppie che da un anno o più ricercano una gravidanza senza successo, utilizzando la capacità delle donne di osservare i propri sintomi.

A chiusura dell’incontro, il dr. Michele Barbato (primario di Ostetricia e Ginecologia presso l’ospedale di Melegnano, provincia Milano), da quarant’anni impegnato nello studio dei metodi naturali, ha parlato del Progetto FEDRA che ha lo scopo di creare una base di lavoro comune e un unico linguaggio europeo da applicare ai metodi naturali per ottenere maggiori e migliori risultati.

Straordinaria è stata l’affluenza, con più di 80 partecipanti tra ginecologi, medici, associazioni e persone provenienti da tutta Italia: dalla Lombardia, dalle Marche, dal Lazio, dalla Campania, dalla Liguria, dal Piemonte, e persino dalla Sardegna. Si tratta di una partecipazione attenta e interessata alla diffusione e all’utilizzo anche in Italia della Naprotecnologia, nata con il prof. Thomas Hilgers negli Stati Uniti e al momento diffusa con successo in Irlanda e Polonia. La nostra grande soddisfazione è stata la decisione di una ginecologa di fare il corso per diventare medico naprotecnologo e la richiesta di due giovani ostetriche di poter seguire il corso per diventare istruttrici del Modello Creighton. Questo desiderio di persone giovani, aumenta la speranza e la concreta possibilità di accogliere e sviluppare anche in Italia un metodo naturale, efficace ed etico, per vincere l’infertilità.

Se non in vitro, allora come?

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TESTIMONIANZA

Uno dei medici della clinica che per prima usò la tecnica “in vitro” in Polonia, è il ginecologo polacco Tadeusz Wasilewski, esperto in questo settore e soddisfatto della sua vita professionale, ma che poi sente di dover cambiare strada, ponendosi tuttavia questa domanda: “ma se non “in vitro” allora come?”

“Non ho più eseguito nemmeno un intervento “in vitro” – spiega il dott. Tadeusz Wasilewski, fondatore, in Polonia, del centro per curare la sterilità con il metodo della NaProTechnology (dall’ inglese: natural procreative technology). Prima che la sofferenza e la disperazione vi porti in una clinica “in vitro”, pensate alla NaProTecnologia. Il dott. Tadeusz Wasilewski ha lavorato per 15 anni nella prima clinica “in vitro” in Polonia, ma nel 2007 ha deciso di cambiare. Perché? La causa di questa scelta non si trova nelle relazioni umane all’interno della clinica; essa piuttosto deriva dalle questioni legate allo stesso metodo “in vitro”. “Da sempre la medicina è la mia passione.” – spiega il dott. Wasilewski. “Ottenevo degli ottimi risultati con il metodo “in vitro” e mi sentivo realizzato professionalmente; inoltre guadagnavo bene”. Comunque ad un certo punto sentì di dover lasciare tutto, non volendo più eseguire gli interventi “in vitro”; il pensiero di dover cambiare direzione lo tormentava, anche nonostante le numerose scatole contenenti circa 2 mila lettere di ringraziamento e le fotografie di tanti bimbi sorridenti – concepiti, però, nei flaconcini del labolatorio.

Dopo avere abbandonato il posto nella clinica che applica il metodo “in vitro”, “inizialmente non sapevo più dove andare e che cosa fare” – racconta il dottore. Poteva certamente lavorare come ginecologo, però non avrebbe potuto più sfruttare la sua particolare preparazione professionale. “E’ stato allora che ho ricevuto una chiamata da una mia amica, anche lei ginecologo: mi chiedeva se avessi mai sentito parlare della NaProTecnologia. Le ho risposto di no. Però mi sono messo a cercare nelle biblioteche e a leggere in internet tutto ciò che riguarda questo tema. Di conseguenza, ho scoperto che la NaProTecnologia è un metodo pienamente professionale per curare la sterilità, avente efficacia già documentata, basato completamente sulla naturale procreazione umana e in accordo con i valori etici”. Ecco, così il dott. Wasilewski ha trovato la risposta alla domanda: “ma se non “in vitro” allora come?”.

“Poco dopo ho ricevuto dal professore B. Chazan il manuale della NaProTecnologia, e qualche mese più tardi ho partecipato, a Roma, al congresso mondiale sulla NaProTecnologia, organizzato dai fondatori del metodo, americani di Omaha. Lì, ho ulteriormente arricchito la mia conoscenza di questa pratica. Allora mi sono reso conto che la mia conoscenza del settore era già a buon punto, e, una volta per tutte, ho deciso: basta con il metodo “in vitro”, perché l’attenta osservazione dei bio-segnali naturali permette di trovare un sistema efficace per aiutare le persone” – spiega il medico. Per esercitare la sua nuova professione, egli ha fondato il centro di NaProTecnologia a Bialystok in Polonia, chiamato: NaProMedica.

Ma effettivamente, come funziona la NaProTecnologia, che cosa è? Quando una coppia avente problemi di sterilità si reca al centro del dott. Wasilewski, prima di tutto viene visitata dal medico. Il suo compito consiste in un’accurata diagnosi. Il successo di questo metodo dipende da un’analisi dettagliata di ogni caso ad ogni fase del percorso. Prima bisogna raccogliere tutte le informazioni sui pazienti. Può essere che non si è ancora giunti ad un concepimento perché il marito lavora ad un distributore di benzina, oppure in altre condizioni nocive alla salute. O magari fuma 40 sigarette al giorno! Poi si passa agli esami diagnostici: attività degli ormoni, velocità degli spermatozooi (uno dei criteri fondamentali per la capacità di concepimento). Si prosegue con un’endoscopia ginecologica, grazie alla quale non solamente si riesce a vedere tutti gli organi genitali femminili, ma si può anche provvedere alla eliminazione di tanti ostacoli o disturbi.

Per far nascere un altro prima conosci te stessa! Fin qui può sembrare una normale routine di un ambulatorio ginecologico. La differenza consiste negli incontri con insegnanti di NaProTecnologia. Loro indicano alla coppia come osservare, comprendere e registrare i bio-segnali. Questi segni emessi dal corpo della donna informano quando lei è o non è fertile. È una questione nota alla scienza, ma il 99% delle donne non se ne rende conto. Invece, la conoscenza del proprio ritmo biologico ha molta importanza nella possibilità di concepimento. Però la NaProTecnologia non si ferma solo ai metodi naturali, bensì propone anche un sistema di tabelle progettate dal professore Thomas Hilgers, che rispecchiano le condizioni di salute della donna. Di conseguenza, in questi casi per un ginecologo spesso è sufficiente un’occhiata per capire quale cura dovrebbe seguire la paziente. Le insegnanti di NaProTecnologia non possono prescrivere una terapia, ma devono dedicare ad ogni singolo caso il tempo necessario e trasmettere tutte le informazioni ad un medico qualificato.

Che storia: il bambino è nato, anche se la fecondazione in vitro ha fallito. La NaProTecnologia è una proposta per le donne dall’età dell’adoloescenza fino alla menopausa. Serve non solo a facilitare la nascita di un bambino, ma di per sé è anche una profilassi per la salute, essendo una pre-diagnosi che segnala alla donna quando nel suo organismo c’è qualcosa che non funziona. Può essere usata anche da chi non pianifica una nascita in quel dato periodo, in base anche allo stato di salute. La NaProTecnologia è sempre applicabile, in tutti i casi, di qualsiasi lunghezza sia il ciclo; inoltre è un metodo cucito a misura di ogni donna. Tuttavia gli specialisti avvertono che, contemporaneamente, non si tratta di una soluzione miracolosa per tutte le coppie senza figli. Chi non dovrebbe usare il metodo della NaProTecnologia? Sicuramente non è un sistema creato per le donne che trattano con molta leggerezza la propria vita sessuale. La NaProTecnologia è un metodo per una reale cura, e i suoi effetti benefici si notano anche dopo la tanto sospirata nascita del bimbo, mentre la coppia che si sottopone ad un intervento “in vitro” rimane comunque di per sé sterile. La NaProTecnologia non suscita alcun dubbio morale, ed è anche, letteralmente parlando, pienamente “ecologica”. Non è un metodo sempre efficace, al 100%, ma non lo è nemmeno la fecondazione “in vitro”. Il dott. Wasilewski sottolinea: “Mi ricordo casi di coppie che avevano seguito tutto il programma “in vitro” senza risultati positivi. Spesso invece la terapia paziente per una riconquista dell’equilibrio biologico ha portato alla felice nascita del piccolo.” Inoltre, la NaProTecnologia è anche un metodo relativamente economico rispetto agli altri, “in vitro” compreso.

Lo studio dell’infertilità batte la provetta La percentuale di efficacia, di successo, della NaProTecnologia è tra il 30 ed il 70% contro il 20% della Pma (procreazione medicamente assistita). Dal convegno “Fertilità: visione cattolica”, organizzato dall’IDI–IRCCS e dall’Ateneo Regina Apostolorum (APRA), è emerso che è meglio stringere tra le braccia un bebé senza dover diventare cavie da laboratorio, ma studiando i problemi della infertilità e correggendoli in modo naturale, inoltre con chance di successo migliori della procreazione medicamente assistita, normalmente proposta alle coppie che hanno problemi ad avere figli. La NaProTechnology, appunto Natural Procreative Technology, è un percorso per arrivare in modo naturale alla gravidanza, e parte dallo studio della fertilità attraverso: l’analisi del calendario mestruale per guidare la coppia ad avere rapporti mirati ed evidenziare se ci sono problemi nel ciclo; l’intervento chirurgico dove serve ripristinare condizioni anatomiche ottimali; il sostegno psicologico agli aspiranti genitori. Questa metodologia ha un tasso di successo che va dal 30 al 40% a seconda dell’età della donna mentre la Pma ha percentuali di successo attorno al 20%.

Lo studio dove si può trovare l’aiuto nella specialità della NaProTechnology:

 

Dott. Med. Raffaella Pingitore

Clinica LUGANESE Moncucco

Via Soldino 5

6900 Lugano

Svizzera

Tel.: 091 923 38 18

Fax: 091 923 70 90

 

 

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Lingua parlate: Italiano e Spagnolo

 

Maja JURKOVIC

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NaProTechnology – Testimonianze

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Un aiuto a conoscere se stessi e riconquistare il valore della vita

Il dottore Phil Boyle è uno specialista della fertilità e della salute femminile; tutti i suoi metodi e le cure sono basati su una tecnologia della procreazione naturale chiamata NaProTechnology. Il dottore Boyle lavora in questo campo da ormai più anni con uno studio sempre in fase di sviluppo, con molti casi di gravidanza sana e naturale portati a termine.

 

Louise e Eamonn: Louise e Eamonn Mc Mullan si sono rivolti al dottore Phil Boyle disperati dopo sette anni che cercavano di avere un figlio e due esperimenti “in vitro” falliti. Qualche giorno dopo il secondo fallimento “in vitro” Louise si è decisa di guardare un’intervista con il dottore Boyle, che le è stata portata da un amico. A sentire quanti problemi di tipo ormonale possono impedire il concepimento si è decisa di mettersi in contatto con gli specialisti della NaProTechnology. “Quello che mi spiegavano aveva tanto senso, prima di tutto perché avevo i cicli molto irregolari. Il dottore Boyle si focalizza sulla situazione individuale di ogni donna, mentre prima mi somministravano solo trattamenti ed esami standarizzati per tutti”.

Ad aprile 1999 Louise ha imparato ad osservare il suo ciclo con un insegnante, prima di incontrare ancora il dottore Boyle, il quale l’ha visitata in giugno dello stesso anno, per discutere i risultati. Egli ha indicato il problema del livello di progesterone nel momento cruciale dopo l’ovulazione, e di conseguenza ha prescritto delle inezioni per aumentare e stimolare l’ovulazione. E durante il mese di ottobre, Louise è rimasta incinta, e ha poi dato alla luce sua figlia Alice, adesso una vivacissima bimba di nove mesi, sana e forte.

Louise confida: “sono profondamente riconoscente al dottore Boyle. L’ “in vitro” è davvero un’esperienza terrificante, ero talmente disperata che solo in quegli esperimenti vedevo l’unica nostra possibilità. E non ha funzionato! Invece, i metodi del dottore Boyle sono davvero pensati per ciascuno di noi, e hanno senso. Nel mio caso ho imparato a comprendere le difficoltà ormonali, ho imparato a leggere i segnali del mio corpo. Noi desideravamo avere un bambino, ma non arrivava. Tutta la mia vita, il mangiare, il respirare e il dormire girava intorno a questo pensiero. Avrei fatto qualsiasi cosa per concepire. L’assenza del figlio mi rendeva molto triste. Adesso sono una madre felice ma ho capito che in fondo, anche per le coppie che non possono avere i bambini, è importante, quasi confortante, di conoscere la causa di questa situazione, vale a dire cercare di scoprire se stessi, e qui il supporto di un team come quello del dottore Boyle è davvero cruciale”.

 

Mary e Michael: Per 17 anni Mary e Michael Phillman hanno sofferto una terribile agonia per una lunga attesa, prima, per un concepimento e poi, quando è finalmente arrivata la tanto desiderata gravidanza, tutto è finito con un aborto spontaneo. “Era una situazione davvero molto difficile e molto dolorosa – racconta Mary – anche perché mi avvicinavo ai 35 anni e il tempo stringeva. Cominciavamo a pensare di non poter avere più figli nostri, perciò forse adottarli …” Dopo la perdita di un altro figlio nel 1997, Mary ha letto del dottore Boyle, e ha cominciato la cura a febbraio nel 1998. “Mi ha seguito per tre mesi e ha scoperto un problema ormonale, allora ha aggiunto degli integrativi e sono rimasta di nuovo incinta a settembre. Dopo di che, con un cesareo, ho avuto la mia figlia cinque settimane e mezzo prima del tempo” ricorda Mary. “Non c’era la possibilità di avere la mia figlia senza la cura. Nessuna delle mie gravidanze oltrepassava il terzo mese. La cosa bella di questa cura sta nella naturalezza del trattamento, che è facile da capire ma anche molto specifico per ogni paziente. Usare questi metodi è imparare a conoscere se stessi, come, nel mio caso, capire che è stata la mancanza di un ormone a causare gli aborti spontanei”.

 

Il dottore Boyle sottolinea:

“In tantissimi casi la sola cosa che blocca le persone nel concepire un figlio è lo stress; noi cerchiamo allora di affrontare con loro questo problema, facciamo capire quante cose positive li circondano, nella loro vita. Sappiamo che chi si rivolge a noi desidera un figlio e facciamo di tutto per accontentare i pazienti. Chiediamo sempre la loro collaborazione e soprattutto, importantissimo, di non andare in panico ma avere tanta pazienza, il fondamento di tutto!”

Il dottore Boyle e gli altri specialisti del settore si focalizzano sulla donna e sull’uomo, e incoraggiano a provare, prima di tutti gli altri metodi, la NaProTechnology. “Si deve insistere sulla serenità della coppia –spiega il dottore Boyle–. La vita vale la pena di viverla anche se non si ha dei figli. Spesso dico ai miei pazienti: guardate come siete bendedetti, avete questo bellissimo rapporto di coppia, vi amate, vi sembra poco! Voglio sempre riportare i miei pazienti alla realtà, anche perché per quanto si possa cercare tutto il possibile non sempre arriva il tanto sospirato sucesso…ma la vita continua… non si deve pensare che la propria esistenza ha senso solo se si ha un figlio! Noi cerchiamo di dare ai nostri pazienti il senso del controllo, della conoscenza di se stessi, ma non pretendiamo di poter fare l’impossibile!”

Trattato dall’Articolo apparso su The Irish Examiner, 22 marzo 2001

Lo studio dove si trova l’aiuto nella specialità della NaProTechnology

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Orario: tutti i giorni dalle 9 alle 20 (orario da concordare)

Lingua parlate: Italiano e Spagnolo

 

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