Quaresima, il tempo del ritorno a Dio

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“Questo è il tempo del ritorno. Ritornate a me con tutto il cuore. Laceratevi il cuore e non le vesti. Ritornate a me con tutto il cuore” (da un Inno Quaresimale).

La Quaresima è il tempo dell’ascolto della Parola di Dio e della conversione del cuore. È il tempo della riconciliazione con Dio e con i fratelli. Ci aspettano quaranta giorni di cammino spirituale per la purificazione dell’anima e il rinnovamento della vita spirituale.

Sappiamo che il compito essenziale di ogni Quaresima consiste nel ritornare a Dio con tutto il cuore. La domanda è come farlo, come si può ritornare a Dio? Come ritornare a Lui con tutto il nostro cuore?

Sicuramente lo si può fare attraverso il digiuno, la penitenza e la preghiera. Però penso che il ritorno non è completo se manca la disponibilità del cuore a compiere la volontà di Dio nella vita di ogni giorno.

Non basta digiunare per vivere bene la Quaresima. Dobbiamo prima di tutto imparare ad ascoltare Dio, sapere ciò che dobbiamo fare per essergli il più vicini possibile.

È quanto ha fatto Maria non soltanto durante la sua vita quotidiana accanto a Gesù, ma specialmente durante la Sua passione e morte per la salvezza degli uomini. La nostra Madre Maria ci insegna come dobbiamo vivere bene questo tempo per essere vicini a Gesù.

Il Vangelo di Luca ci dice che Maria conservava nel suo cuore ogni cosa che succedeva alla Sacra Famiglia. Ella meditava tutti gli eventi alla luce di Dio e si affidava alla Sua volontà. Impariamo anche noi da Maria a meditare gli eventi alla luce di Dio. Tutto ciò che ci succede è secondo la Sua volontà. Dio trasforma in bene anche la nostra sofferenza perché ci ama con un amore grande.

Se guardiamo la Quaresima da questo punto di vista, allora permettiamo che la Parola di Dio agisca dentro di noi e ci lasciamo plasmare dalla grazia divina. Il Vangelo quotidiano di questo santo tempo ci prende per mano e ci conduce verso la gioia della Resurrezione attraverso la morte. Sì, purtroppo questo cammino arriva alla Resurrezione attraverso la morte: dobbiamo lasciar morire dentro di noi tutto ciò che ci impedisce di ascoltare il Signore e di mettere in atto la sua Parola.

È importante quindi fare dei propositi quotidiani che ci aiutino a mettere in atto la Parola del Vangelo del giorno. Chiederci quotidianamente che cosa dice il Vangelo di oggi a me personalmente e cosa devo fare per fare sì che mi trasformi l’esistenza. E questo significa ogni tanto morire ai propri vizi e alle cattive abitudini.

 

I tre pilastri della Quaresima

La preghiera ci aiuta a convertire il cuore a Dio, riconoscendo in Lui l’unica sorgente di bene. Quando preghiamo, affidiamo al Signore la nostra debolezza e recuperiamo la forza per reagire davanti al male che ci sfida. La preghiera ci indica la fonte della nostra speranza che è Dio. È Lui che ci salva per sua iniziativa gratuita perché ci ama fino al punto da sacrificare Se stesso per noi. Facciamo di questa Quaresima un periodo di ritiro spirituale impegnato nella preghiera fiduciosa e nell’ascolto attivo della Parola di Dio. L’ascolto del Signore ci porti alla decisione di cambiare atteggiamento e di confessare le nostre colpe nel Sacramento della Confessione.

Il digiuno viene spesso collegato alla rinuncia a determinati cibi. Però il digiuno è molto di più di questo. È un aiuto a svuotare il cuore dal superfluo e da ciò che ci tiene legati al peccato. Questo superfluo è per alcuni il cibo, per altri potrebbe essere rinunciare ai dispositivi elettronici e alla TV, rinunciare a Facebook, Instagram e a tante altre cose che ci tengono attaccati allo schermo del computer o dello smartphone; per altri ancora potrebbe significare rinunciare alle chiacchere e allo sparlare degli altri. Ci sono moltissime forme di digiuno, l’importante è scegliere di digiunare da ciò che ci rende schiavi del peccato. Non è facile digiunare perché siamo propensi ad evitare il sacrificio e cercare il benessere. Però il sacrificio è necessario se vogliamo vivere nella grazia di Dio ed essere pienamente felici. La Madonna aveva chiesto ai tre pastorelli di Fatima se volevano soffrire in atto di riparazione per i peccati che offendono Dio e per la conversione dei peccatori. Alla loro risposta affermativa Ella aggiunse: “Allora dovrete soffrire molto, ma la grazia di Dio sarà il vostro sostegno”. È la grazia di Dio l’unico nostro aiuto nel cammino della rinuncia quaresimale.

L’elemosina richiede da noi la conversione del cuore verso il prossimo. Praticando le opere di misericordia spirituale e corporale ci avviciniamo agli altri e impariamo a trasformare l’amore in opere concrete. Ricordiamoci che chi dona riceve molto di più di chi riceve.

Inoltriamoci con fiducia in questo viaggio al centro del mistero più profondo del cristianesimo. Decidiamo di svuotarci e di fare spazio nell’anima alla Parola che Dio ci dona quotidianamente nella santa Messa. Diventiamo ascoltatori attivi del Vangelo e mettiamolo in pratica nella vita quotidiana. Allora il Signore potrà compiere cose grandi nella nostra vita.

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