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Il gender minaccia il nostro futuro e soprattutto quello dei nostri figli!

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Lettera pastorale dell’Episcopato Polacco per la Domenica della Sacra Famiglia 2013

Come ogni anno nel Tempo di Natale festeggiamo la domenica della Sacra Famiglia e dunque la nostra riflessione si concentra sulla situazione della famiglia odierna. Il vangelo di oggi racconta come la Famiglia di Nazareth nelle difficoltà quotidiane e nelle situazioni a loro poco chiare ha sempre cercato di comprendere e realizzare la volontà di Dio e, grazie a questo principio, ogni problema la rinnovava e rinforzava il suo legame. Il loro esempio è anche per noi un segno importante, perché pure oggi la fedeltà a Dio, anche quando si tratta della sua misteriosa volontà, è l’unica garanzia di felicità familiare. Ci avviciniamo alla canonizzazione del Beato Giovanni Paolo II, il quale ricordava sempre che la verità sulla quale è costituito un matrimonio va „oltre la volontà degli

I genitori come amici

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Ci sono i genitori che non solo vorrebbero essere amici dei propri figli, ma addirittura i loro compagni di giochi. Costoro sono felici se i figli affermano: “I miei vecchi sono OK”. È giusta questa logica? In apparenza tutti sembrano contenti di questa situazione, ma è poi vero? Gli adolescenti a volte sono imbarazzati a vedere i genitori comportarsi come loro, gli sembra fuori posto una madre quarantenne che si veste come una teenager. I figli, anche se non sono pienamente in grado di spiegarlo, esigono dai genitori un comportamento da adulti. Perché le loro aspettative nei confronti dei genitori sono diverse da quelle che hanno verso un compagno di classe. Con un compagno si parla di tutto, mentre se un genitore vuole far partecipe il bambino di tutte le sue questioni, lo appesantisce, lo fa diventare adulto troppo presto. In questo caso

Videogiochi

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Il sesso sbarca nei videogame. Si è tenuta recentemente a San Francisco la prima convention mondiale sull’interazione tra sesso e videogame, ove si è messo in risalto il prepotente ingresso del mondo del sesso nei videogiochi con un business senza precedenti. I più grandi produttori mondiali di giochi per consolle stanno escogitando ogni possibile strategia per introdurre il sesso nei loro prodotti. Come i videogiochi violenti, pieni di scene macabre, anche quelli con contenuto sessuale esplicito, invogliano gli acquirenti ad accaparrarseli. Il sesso e la violenza vendono molto e gli sviluppatori lo sanno da tempo: nel 1994, ad esempio, la versione del gioco di Mortal Kombat per Sega Megadrive superò nettamente, in fatto di copie vendute, la rivale Nintendo, che applicava la censura nelle parti più violente del videogame giapponese. Intanto, però, è pesante l’accusa rivolta all’industria dei videogame dal Congresso

Identità sessuale

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I bimbi, durante i primi anni di vita, devono decidere se sono maschietto o femminuccia; essi devono intraprendere questo incredibile lavoro, un lavoro molto pesante, quale è appunto l’identificazione sessuale. Per un neonato è davvero indifferente se è maschietto o femminuccia. In quel primo periodo della sua esistenza, questo problema per lui/lei non esiste per nulla. A volte succede che dopo il bagnetto, un bimbo piccolo gioca con i propri genitali, ed allora i suoi familiari spaventati urlano: “Che sporcaccione!”. Ma non è uno sporcaccione: egli sta conoscendo il proprio corpo, il proprio organismo, è normale. E che sia un orecchio, un occhio, un piede o i genitali, non ha significato per lui, e non ha significato dal punto di vista sessuale. Per il bimbo non c’è legame con la sessualità. Poi il bambino osserva il mondo e scopre che il mondo
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