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Incontro sulla Naprotecnologia

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PER LA PRIMA VOLTA IN ITALIA UN INCONTRO SULLA NAPROTECNOLOGIA, NUOVO METODO CONTRO L'INFERTILITÀ

Le difficoltà di concepimento sono sempre più diffuse. La Naprotecnologia, sviluppata negli Stati Uniti dal prof. Thomas Hilgers, è un nuovo metodo naturale che cura l'infertilità e in generale la salute delle donne, diagnosticando tempestivamente molte malattie con avanzate tecniche chirurgiche endocrinologiche e farmacologiche. E' un trattamento che cerca ed elimina le cause del problema in modo etico, rispettando la dignità e la vita. Il 20 febbraio 2013 a Milano ha avuto luogo il primo incontro italiano sulla Naprotecnologia, un nuovo metodo naturale per la cura dell'infertilità e la salute della donna, organizzato dalla Casa Editrice Mimep-Docete delle Suore Loretane in collaborazione con il Comitato Cattolici Civiltà dell'Amore. Sono intervenuti ginecologi e specialisti italiani e stranieri, che da tempo studiano e utilizzano la

Compleanno di Aaron

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Un video toccante sulla trauma che lascia l'aborto nella vita dei genitori. Il figlio rimane sempre figlio anche quando non ha visto mai la luce della vita terrena. Un video da condividere!

«Carlotta è un dono del cielo» (lettera di una mamma)

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Per Roberta è arrivata una sentenza inappellabile: sua figlia appena nata ha una sindrome cromosomica letale. Eppure «mai come in quel momento mi sono sentita abbracciata da Cristo con tutta la mia umanità» Il 16 giugno, con un mese di anticipo, è nata mia figlia Carlotta, alla quale soltanto pochi giorni dopo hanno diagnosticato la Trisomia 18: sindrome cromosomica letale. Tutto questo inaspettatamente, perché ero convinta di portare in grembo una bimba sana. Invece la mia Carlotta fin dal concepimento per la medicina era già condannata a morire, prima o dopo la nascita. In quei giorni di attesa ho scritto ai miei colleghi di lavoro una lettera che ha generato un movimento di preghiere e di piccoli miracoli di cuore anche in chi non mi conosce affatto! «Caro Presidente, caro Direttore e cari colleghi tutti, vorrei potervi chiamare uno ad uno ma non riuscirei a

Videogiochi

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Il sesso sbarca nei videogame. Si è tenuta recentemente a San Francisco la prima convention mondiale sull’interazione tra sesso e videogame, ove si è messo in risalto il prepotente ingresso del mondo del sesso nei videogiochi con un business senza precedenti. I più grandi produttori mondiali di giochi per consolle stanno escogitando ogni possibile strategia per introdurre il sesso nei loro prodotti. Come i videogiochi violenti, pieni di scene macabre, anche quelli con contenuto sessuale esplicito, invogliano gli acquirenti ad accaparrarseli. Il sesso e la violenza vendono molto e gli sviluppatori lo sanno da tempo: nel 1994, ad esempio, la versione del gioco di Mortal Kombat per Sega Megadrive superò nettamente, in fatto di copie vendute, la rivale Nintendo, che applicava la censura nelle parti più violente del videogame giapponese. Intanto, però, è pesante l’accusa rivolta all’industria dei videogame dal Congresso

Scegliere il sesso

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Fino agli anni ’50 del secolo scorso la parola “genere” era utilizzata esclusivamente in ambito grammaticale; da allora è stata utilizzata anche per indicare le componenti non biologiche della sessualità umana (psicologiche, relazionali, sociali, …), mentre l’utilizzo della parola “sesso” è limitato alle componenti biologiche.   Sesso e genere Per anni i cosiddetti “gender studies” sono rimasti confinanti in ambito accademico, mentre ora anche la “casalinga di Voghera” è stata costretta a interrogarsi su che cosa sia il “genere” e quale differenza ci sia con il “sesso”. Non c’è nulla di male ad avere strumenti linguistici che permettono di descrivere in modo più raffinato la realtà; però il lemma “genere” utilizzato in questo modo ha come obiettivo non di descrivere la realtà, ma di modificarla, almeno nella percezione delle persone. Infatti, gli ideologi del genere non volevano introdurre semplice distinzione tra aspetti biologici