Storia di un libro

Hai scritto un libro. Il tuo sogno è pubblicarlo?

Vediamo come nasce un libro. Qual é il suo percorso?

Ecco lo spiritoso racconto di un nostro cliente.

 

Ho scritto un libro, vorrei pubblicarlo…

Ho scritto dei racconti. È da tempo che sono lì nel cassetto, ogni tanto li rileggo. A me piacciono, alcuni amici mi dicono che sono bellissimi. Io non ci credo!

Come pubblicarlo? Devo mandarlo a un Editore.

Mi dicono che le case editrici ogni anno ricevono tante proposte di pubblicazione. La maggioranza dei testi finisce al macero.

Altra possibilità? Ci sono concorsi per giovani scrittori a cui partecipare. Molte agenzie ti invitano a mandare loro i tuoi scritti, promettono la pubblicazione dei lavori migliori. Le condizioni variano e non mancano le sorprese.

Le grandi case editrici hanno un Editor; provate a contattarne uno! Ci vogliono delle persone che ti introducano e che possano garantire all’Editor, sempre occupatissimi, almeno una lettura del tuo libro… e il tempo passa. Alla fine la cosa piu probabile la risposta è no grazie, il suo libro non rientra nella nostra programmazione.

Così, se voglio vederlo pubblicato, devo pagarmelo. Attenzione: pubblicato non vuol dire venduto. In effetti la spesa per la stampa è solo una voce delle tante per una casa editrice: pubblicità, ufficio stampa, organizzazione di conferenze, incontri e dibattiti, distribuzione e via dicendo.

 

Ma torniamo al punto di partenza, torniamo ai miei racconti. Non trovo nessuno che me li pubblica, quindi me lo pago io.

Cosa faccio? Contatto la Mimep Docete specializzata nella stampa di ogni tipo di libro e offre prezzi contenuti. Faccio due chiacchiere con Suor Teresilla, la responsabile tecnica.Mimep Docete

Prima domanda: quante pagine occuperanno i miei racconti?

Per saperlo, li divido in capitoli, ognuno con un titolo.libro Ipotizziamo il carattere, il corpo e l’interlinea. Anche da queste cose dipende il numero delle pagine. Più pagine ha… più costa, ma attenzione! Ci sono libri che scoraggiano la lettura tanto il carattere è piccolo e l’interlinea errata rende le righe appiccicate. Diamo un occhiata ad alcuni libri campione:  il formato, la leggibilità, il carattere, il tipo di carta, la copertina. Il formato ideale per non sprecare carta, il più economico, è il 15×21.

Bene ora scegliamo la carta.  Ne abbiamo di tanti tipi. I principali: patinata o opaca uso mano. Viene poi la grammatura si parte da 80 grammi (ma si vede un pò in trasparenza) e alendo 90/100/110/120 fino al cartoncino 250/300 che serve per la copertina. Il libro non ha fotografie per cui va bene un tipo di carta uso mano grammi 110, cosí gli dò un po’ più di consistenza.

 

Quando ho tutti questi dati, mi fanno un preventivo.

Ok! Il prezzo che mi fa suor Teresilla mi sta bene. Procediamo. Per ammortizzare il costo degli impianti, mi consigliano di stampare un minimo di 500 copie. Mi sembrano una enormità, a chi lo venderò? Non vorrei abusare troppo degli amici.

 

Prima cosa serve il testo che io ho composto in Word sul mio computer Mac e copiato su una chiavetta. Ok! mi fa la giovanissima suor Dolores (non è messicana, ma rumena, qui tutte le suore sono polacche o rumene). Le do il mio file per l’impaginazione vera e propria. Ho detto il file. Sarebbe peggio un dattiloscritto o peggio ancora un manoscritto. Non c’è problema si può fare lo stesso, mi dicono, ma è tutto lavoro in piú. Per il carattere scelgo un classico Times, un bel corpo 12 con una interlinea 14 in cui le righe sono ben staccate ed è di facile lettura.

Decidiamo la gabbia, cioè quello spazio che occupa il testo all’interno del foglio. Lascio dei margini di 2 cm, solo sopra esagero facciamo 3 cm. Voglio che il mio libro respiri. Il numero di pagine lo metto al centro in basso. Per i titoli dei capitoli scelgo come carattere Verdana.

Dobbiamo decidere la copertina. Suor Margherita mi fa alcune proposte di copertina, mi piaciono e mi convincono. Ho già scelto un quadro di Friedrich: Le bianche scogliere di RÜgen. Sono un romantico.

suore grafica

Nel frattempo, per maggior sicurezza, faccio rileggere i racconti a un bravo correttore di bozze: Giorgio è il migliore.

È tutto pronto prima della stampa mi danno il libro in cianografica, una specie di fotocopia già impaginata.

Ultima lettura: ok si stampa!

 

Si preparano le lastre per la stampa, di questo si preoccupa la Superiora suor Terezia precisa e pignola.

Suor Caterina ha già preparato la macchima da stampa, una efficente Komori a 4 colori. Si regolano gli inchiostri, si prepara la carta, si parte. Quando arriva a regime sembra una mitragliatrice, meglio star lontani anche perche la giovane ed imponente suor Caterina non vuole intrusi.

 

Quando tutti fogli sono stampati, con un “muletto” suor Nikodema trasporta matriale in un reparto. Ci pensano suor Assunta e suor Anita, esperte di rilegatura. Ogni fogliazione poi viene rilegata a filo per un libro di qualità, che durerà nel tempo. Mi sento già immortale!

Per ultimo si predispone la copertina rigorosamente a colori e stampata a parte. In questo caso, per farla piu bella e lucida, la plastifichiamo. Costa un po’ di più ma il risultato e la resistenza sono eccellenti.

storia di un libro

Ecco, è tutto fatto, ho in mano la copia del mio libro è emozionante! Per chi ha un minimo di olfatto il profumo fresco di stampa è unico e indimenticabile, se poi è quello del tuo scritto, è gioia pura.

 

Te lo giri e rigiri nelle mani, lo soppesi, lo sfogli. É tutto una musica.

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