Origini

MIsit MEvangelizzare Pauperibus” – “Euntes, DOCETE omnes gentes”

 

Mimep – Docete: dalle origini fino ad oggi

Nel 1965 a Pessano con Bornago arriva don Massimo Astrua. Un sacerdote energico e sempre alla ricerca dei mezzi per migliorare la vita del prossimo. L’idea di fondare una casa editrice nasce dal suo sogno nutrito da sempre di stampare la Parola di Dio, e dal reale bisogno di dare lavoro alle ragazze ospiti del Centro della Pro Juventute di don Gnocchi, di cui lui, don Astrua, è in quel momento il padre spirituale. Così nello stesso 1965 nasce la Mimep Docete, dove Mimep significa: “Misit me evangelizzare pauperibus” (Lc 4,18) cioè “mi ha mandato ad annunciare la buona notizia ai poveri” e Docete: “Euntes, docete omnes gentes” (Mt 28,19) “Andate dunque, ammaestrate tutte le genti”.

 

Don Massimo Astrua è appoggiato e sostenuto da un altro sacerdote e il co-fondatore della casa editrice, don Angelo Albani, all’epoca il parroco della chiesa dei Santi Vitale e Valeria a Pessano. Con pochi mezzi ma tanto entusiasmo, parte la stampa, inizialmente quasi artigianale, di testi religiosi, sussidi didattici, espressi in forma semplice e lineare, accessibili a tutti e a tutte le età. Il cuore pulsante della casa editrice rimane soprattutto don Massimo. Egli, con una geniale intuizione, comprende i cambiamenti sociali ed elabora libri semplici, corti e mirati ai destinatari. Nei testi, stupendamente intelligenti, cerca di trasmettere con passione l’amore per il Signore e la sua Chiesa. Fin da subito lo scopo principale della Mimep Docete è quello della fedeltà alla dottrina, del vasto apostolato e dell’accessibilità economica. Infatti, per accentuare il primato dell’apostolato, la Mimep cede i suoi libri a prezzi di costo. Quando durante l’udienza presso Giovanni Paolo II, il Papa venne a conoscere questa finalità puramente evangelica, priva di guadagno, disse: “Molto bene! Allora guadagneranno le anime!”

 Apostolato Mimep Docete

Nel 1980, dalla Polonia vengono invitate a collaborare le suore della Beata Vergine di Loreto. I due fondatori della Mimep Docete non potevano scegliere di meglio, le suore sono esperte della parola stampata e lavorano sul campo da quando sono state fondate a Varsavia nel 1920, proprio per affrontare la questione della diffusione della stampa cattolica. Con l’arrivo delle suore nasce la necessità di creare gli ambienti di lavoro, dove progettare, stampare e rilegare i libri, e del convento, dove vivranno e pregheranno le suore. Così, gradualmente, la Mimep si sposta dai locali dell’oratorio parrocchiale nei propri edifici in Via Papa Giovanni XXIII.

 

Le suore della Maria Vergine di Loreto sono adesso le uniche eredi di tutto lo spirito, l’entusiasmo e lo scopo umanitario lasciato da don Massimo Astrua e da don Angelo Albani. In quanto compito non semplice, le religiose rimangono comunque fedeli ai principi dei due sacerdoti fondatori, diffondendo il cristianesimo attraverso la pubblicazione del Vangelo, dei catechismi, dei testi patristici, delle opere di spiritualità. Come don Massimo stanno poi anche al passo con i tempi, e rimangono attente a tutti i mezzi di apostolato moderno, come ad esempio internet.



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