Il reparto speciale

Nardea - L'avventura della libertà
Capitolo 1

Il sole, regalando a piene mani i raggi dorati, illuminava il bosco di querce e castagni, in cima ad una piccola montagna della val Seriana. Nel bosco regnava ancora una profonda quiete, interrotta di tanto in tanto dal canto allegro di qualche uccello mattiniero. Nel tronco di una forte e vecchia quercia c’era un grande alveare. E qui inizia la storia che stiamo per raccontare.

Nell’alveare abitava uno sciame di api tutte gialle.

Quando, per qualche misterioso disegno, alcune api nascevano nere venivano subito rinchiuse in un reparto speciale. Le api nere erano controllate a vista, con il divieto assoluto di uscire dal reparto.

Le api nere, infatti, erano considerate api inferiori e venivano scartate e allontanate dal resto dell’alveare, perché ritenute api inutili.

Come ogni mattino, l’alveare aveva ripreso vita. Anche nel reparto speciale era suonata la sveglia.

Nardea, la più piccola ape nera, dopo aver esitato un po’, si era decisa ad alzarsi per affrontare la nuova giornata.

Per le api nere, la giornata sarebbe trascorsa monotona, vuota e senza senso.

Quel mattino, però, Nardea aveva qualcosa che le frullava in testa: una gran voglia di uscire da quel reparto, grigio e isolato, e andare a ficcare il naso, o meglio il pungiglione, negli angoli più sconosciuti dell’alveare, di cui non conosceva nulla.

A Nardea quella vita, monotona e ripetitiva, non piaceva affatto. Sentiva, dentro il suo cuore, il desiderio di riempire diversamente le giornate e, soprattutto, il bisogno di dare un significato alla sua vita.

La maggioranza delle altre api nere aveva accettato la situazione e si era arresa. A Nardea, invece, l’idea di spendere il proprio tempo in quel modo e sacrificare così la vita, non andava giù. Il problema era quello di riuscire ad eludere la sorveglianza e l’attenzione delle altre api che le stavano attorno.

Nardea non si lasciò scoraggiare e chiese aiuto alla grande e inseparabile amica Zanzi.

“Zanzi, Zanzi, pss…?” – Nardea chiamò, sottovoce, l’amica.

“Che c’è Nardea?”– rispose Zanzi.

“Zanzi, tu stai male. Devi gridare, dicendo che stai male”.

“Io sto benissimo.” – rispose estrerrefatta Zanzi.

“Fallo per me.”– le sussurrò Nardea – “Attirerai l’attenzione delle api sorveglianti ed io potrò uscire dal reparto”.

“Non è possibile!” – rispose spaventata Zanzi – “Non è permesso a un’ape nera lasciare il reparto speciale. Non si è fatto mai. Noi non siamo come le altre api”.

“Non è vero!” – gridò, strozzando la voce dalla rabbia, Nardea – “è la rassegnazione di quelle come te che ha permesso alle api gialle di tenerci in questa situazione. Io non ci sto! Voglio andarmene da qui e scoprire cosa c’è fuori. Voglio essere anch’io un’ape libera”.

A lungo, Nardea supplicò l’amica di aiutarla a mettere in atto il suo piano.

continuerà...

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