Nardea - L'avventura della libertà
Capitolo 4

Nardea lasciò l’alveare, sotto lo sguardo invidioso e sprezzante delle api gialle. A lei non importava; ciò che le dava forza, slancio e, soprattutto, le riempiva il cuore di gioia erano la fiducia della Regina e l’amore per il suo alveare. La giovane ape aveva la certezza che nella vita le “api grandi” sono quelle che hanno passione per ciò in cui credono e vivono ciò che dicono.

Nardea, dopo aver volato tra i rami delle maestose querce e dei possenti castagni, giunse nel REGNO DEI FIORI.

Come le aveva annunciato la regina Solitudo si presentarono davanti a lei:

la Margherita

il Dente di Leone

la Viola

Nardea ebbe un leggero turbamento: quello stato d’animo che si prova quando si è davanti a grandi scelte. Quale dei tre fiori era quello giusto? Quale il sapiente e quali gli ingannatori? Nardea non riusciva a scegliere.

Ogni fiore poteva essere quello giusto per rivelarle il primo dei tre consigli. Rammentò le parole della regina Solitudo:

“Del sole ha il colore
e il suo cuore è un’esplosione di luce
che si apre al cielo”.

Per la giovane ape, la responsabilità era troppo grande; non poteva permettersi di sbagliare. Sentì salire dal profondo del cuore una ispirazione, come una flebile voce, e decise di parlare con Dente di Leone.

Rimasero soli Nardea e Dente di Leone. Il fiore cominciò a narrare la storia delle sue origini:

“Tra tutti gli elementi della natura, Dente di Leone era il più innamorato del sole. Il suo calore, il suo splendore sono da sempre la forza della vita, per questo, ogni giorno, il piccolo fiore ringraziava il sole e pregava di poterlo raggiungere.

Gli altri fiori del campo deridevano Dente di Leone e gli dicevano:

– Perché stai sempre a guardare in alto? Guarda la terra e goditi la vita. Non potrai mai raggiungere il cielo e arrivare fino al sole.

Dente di Leone, però, non si dava per vinto e rispondeva:

– Io voglio raggiungere il sole; è lui che dà pace e senso alla mia vita: quando lui splende tutto è bello e caldo, ma quando si spegne c’è buio e freddo.

Così, ogni volta che Vento passava sopra la sua testa, Dente di Leone non poteva fare a meno di gridargli:

– Prendimi con te, Vento, portami lassù: dal Sole.

Vento gli rispondeva:

– Non posso, amico Dente, tu hai le radici piantate nella terra.

Dente di Leone non voleva credere di essere destinato solo a rimanere attaccato alla terra. Giorno e notte pensava al sole, desiderava salire in alto, verso il cielo, per raggiungerlo e stare sempre con lui.

Il sole ascoltò la preghiera di Dente di Leone. Volle premiare il suo desiderio e la sua forza di volontà: mandò un raggio speciale a scaldare il fiore che cominciò ad ingrossarsi.

Dente di Leone cambiò d’ aspetto. Tutti gli altri fiori cominciarono a deriderlo:

– Dente di Leone è diventato grasso, Dente di Leone è diventato brutto…

Ma quella notte stessa il fiore si trasformò in un’ esplosione di leggerezza e bellezza.

Il mattino seguente, i fiori pettegoli rimasero a bocca aperta e dicevano:
– Guardate Dente di Leone com’è diventato bello e leggero.

In quel momento, giunse amico Vento e Dente di Leone gli gridò:

– Soffia, soffia forte Vento nel mio ombrello e portami dal sole; non voglio appassire quaggiù.

Vento soffiò con tutta la sua forza e Dente di Leone, staccandosi dalla terra, si sollevò in alto, fino a perdersi oltre le nuvole a raggiungere il sole.

Gli altri fiori compresero che Dente di Leone aveva scelto il modo migliore di dare senso alla sua vita.

Vai, Nardea, e porta questa mia storia alla regina Solitudo.

Nessuna legge sarà bella, giusta e vera se non aprirà il cuore delle api alla forza di volontà e alla preghiera”.


Nardea ringraziò Dente di Leone e volò via, verso il regno degli animali, gridando ad alta voce:

“La fede e la forza di volontà daranno sempre alle api la dignità”.

continuerà...