Nardea - L'avventura della libertà
Capitolo 5

Nardea volò sopra prati multicolori. Attraversò ruscelli e piccole cascate chiacchierine e arrivò nel regno degli animali.

La giovane ape era felice di portare in cuore il primo consiglio ma, nello stesso tempo, nutriva una certa ansia per i due che ancora doveva conoscere.

Ebbe, subito, l’occasione di scoprire il secondo consiglio.

Si presentarono davanti a lei i tre animali sognati dalla Regina:

• la Farfalla

• la Chiocciola

• la Lucciola

Per la seconda volta, Nardea era messa a dura prova. Quale dei tre era il sapiente?

Nardea, con serietà e profondo silenzio, osservava:

• la Farfalla con le ali meravigliose e vellutate;

• la Chiocciola con quella casa – fortezza che portava sempre con sé;

• la Lucciola con la sua flebile luce ad intermittenza.

Nardea era profondamente indecisa. Si lasciò andare all’ascolto del suo cuore, ricordando sempre l’enigma della regina Solitudo:

“Nel buio puoi stare al sicuro,
ma è alla luce che capti
i colori e le onde dell’amore”.

Dopo un po’, le sembrò di sentire, come la prima volta, una voce misteriosa. Decise di parlare con la CHIOCCIOLA.

La Chiocciola, scivolando accanto a Nardea, le disse:

“Hai scelto bene”.

Nardea lasciò allontanare la Farfalla e la Lucciola, poi, disse:

“Chiocciola, sono pronta ad ascoltare il tuo consiglio”.

Chiocciola, con voce gentile e calma chiese alla giovane ape:

“Guardami bene, e dimmi: cos’è che ti colpisce di più?”.

Nardea, con prontezza, rispose:

“Il tuo guscio e le tue antenne”.

“Hai detto bene! Il guscio è comodo e potrebbe diventare l’angolo ovattato in cui rinchiudersi quando si ha paura, estraniandosi nel mondo dei sogni e dei desideri. Il guscio può diventare la fortezza in cui stare indisturbati e sicuri, per non affrontare le difficoltà della vita e i problemi degli altri”.

Nardea ascoltava attentamente la saggia Chiocciola e non perdeva una sola parola. La Chiocciola, sorridendo, aggiunse:

“La vita nel guscio, però, in questo modo, non è vera: intristisce, ammuffisce e, dopo un po’, comincia a puzzare, perché manca l’ossigeno. La vita, mia giovane ape, cresce nel sole, nella luce, nel calore… ma anche nei temporali e nelle tempeste. Devi imparare a tirar fuori le antenne per sconfiggere la paura, comunicare con l’esterno, captare i segnali di pericolo e i messaggi di aiuto. Rammenta sempre che la gioia appartiene ai generosi e ai temerari” – concluse la Chiocciola.

Nardea andò con il pensiero all’alveare. Grazie alle parole di Chiocciola comprese perché la vita, là dentro, era triste e pesante. Le api dovevano imparare ad accogliersi e a comunicare, invece di stare tutto il tempo a guardarsi come potenziali nemiche.

“Grazie, Chiocciola! – disse Nardea – Ho capito il tuo consiglio”.

“Prima di andare, ho una cosa da darti.”– disse ancora Chiocciola.

Nardea vide Chiocciola ritirare le antenne, scomparire dentro il guscio e uscire, poco dopo, con tre piccoli chiodi.

“Tieni questi chiodi e consegnali alla Regina: saranno chiodi fissi per la nuova legge.”

Nardea osservò attentamente e vide inciso sopra la capocchia del primo chiodo questo disegno:

chiodo 1

Chiocciola spiegò all’ape il significato del disegno:

“Rendi l’alveare accogliente, festoso. Lascia la porta del tuo cuore aperta e una luce alla finestra. Qualcuno verrà e non dovrà neppure bussare, ma sulla tavola del tuo cuore troverai un dono inaspettato”.

Sulla capocchia del secondo chiodo, Nardea vide questi segni:

chiodo 2

Chiocciola spiegò anche questi, dicendo:

“Condividi i doni della tua vita con gli altri e li vedrai moltiplicarsi.
Se li seppellisci, prima o poi, li perderai.”

Sulla capocchia del terzo chiodo, invece, erano incise queste parole:

chiodo 3

Chiocciola concluse:

“Troverai il polline rosso sulle ali dell’amore: dove c’è il profumo della bontà e dove sbocciano i semi del sacrificio”.

Nardea prese i tre chiodi, ringraziò a lungo Chiocciola e volò via verso il terzo regno.

continuerà...