Milano e la Grande Guerra

Città protagonista nel fronte interno politico, economico e umanitario

A Milano il dibattito sull’interventismo e il neutralismo per la guerra del 15 – 18 fu ampio e diffuso. Milano era già governata dai socialisti, contrari all’intervento, e da Milano veniva una delle figure più importanti del cattolicesimo politico di quei tempi, l’on. Filippo Meda. Dopo la drammatica rotta di Caporetto Milano fu una delle capitali del “profugato”, il libro si concentra su come la Grande Guerra coinvolse la città di Milano e quale fu il grande contributo della nostra città e in particolare dei cattolici anche in questa circostanza.

La Chiesa in occasione della guerra svolse un ruolo di mediazione politica importante, e cercò di porre fine all’inutile strage, la nota del 1917 fu solo l’apice e l’aspetto più conosciuto di questo impegno che la portò ad adoperarsi per i prigionieri di guerra, per i profughi e per le popolazioni colpite dalla guerra in tutte Europa.

A Milano il Cardinale Ferrari fu protagonista di questo impegno. La ricerca storica così condotta ha permesso di documentare come la città di Milano fu anche in questa tragica circostanza una città aperta all’accoglienza, dinamica, protagonista nel dibattito politico e del mondo economico e del lavoro: una storia che continua ancora oggi.

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