La Regina Solitudo

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Nardea - L'avventura della libertà
Capitolo 3

Nardea rimase in attesa. Non trascorse molto tempo che una delle api ispettrici ritornò e, sempre con tono scostante e minaccioso, pronunciò:
“La regina Solitudo è pronta a riceverti!”.
Nardea ebbe un sussulto e tentò di indietreggiare, ma le guardie la bloccarono all’istante.

Il nome della Regina le incuteva paura. Le sorveglianti, al reparto speciale, pronunciavano spesso quel nome per intimorire le api nere e far loro rispettare la dura legge. Nardea, come ogni ape nera, si era fatta l’immagine della Regina come di un’ape dal cuore duro e crudele.

Le api ispettrici aprirono la porta dorata e trascinarono Nardea attraverso un grande atrio che immetteva negli appartamenti reali. Le pareti erano ornate di fregi e ricoperte da sottile polline dorato.

Finalmente, Nardea arrivò nella cella reale. La regina Solitudo sedeva, maestosa e silenziosa, su un bellissimo giglio bianco. Nardea fu portata al suo cospetto e fatta inginocchiare, con l’obbligo di tenere lo sguardo fisso a terra.

La Regina domandò:
“Chi sei? Perché ti hanno condotta da me? Cosa hai fatto di male?”.

Nardea non ebbe il tempo di aprire bocca che un’ape ispettrice disse:
“Si è proclamata ape. Questa miserabile ape nera ha osato paragonarsi a noi, nobili api gialle, fuggendo dal reparto speciale”.

Nardea non riusciva a capire di quale orribile colpa si fosse macchiata. Ebbe un fremito in tutto il corpo e, ribellandosi per le ingiurie dette contro di lei, fissò l’ape ispettrice che la stava accusando.

La giovane ape volse lo sguardo direttamente alla Regina e, in quell’istante, non riuscì a trattenere un’esclamazione di stupore: “Oh…!”

La bellezza e la soavità della Regina erano senza paragoni, ma anche i suoi occhi erano spenti e tristi, come quelli di tutte le api gialle.
La Regina osservò la giovane ape nera.

All’improvviso, lasciando stupefatte le api ispettrici, la Regina ordinò:
“Lasciateci sole!”.

Le api ispettrici, facendosi paonazze dalla rabbia, volarono via, sbattendo la porta dorata.

Era la prima volta, nella storia dell’alveare, che un’ape nera si trovava, da sola, faccia a faccia con la regina Solitudo. La notizia fece il giro dell’intero alveare. Tutte le api gialle mormorarono a lungo; tuttavia, era troppo grande l’affetto che provavano per la loro Regina per accusarla di tenere un atteggiamento sconveniente. La notizia trapelò anche nel reparto speciale e fu Zanzi a riferirla alle api nere, sollevando una esplosione di gioia.

Nardea, al cospetto della Regina, le stava aprendo, con sincerità, il suo cuore:
“Sento una gran voglia di scoprire l’alveare e di conoscere ciò che sta fuori. Non comprendo perché le api nere non possano vivere da api libere, come le api gialle”.

A quelle parole la Regina abbassò il capo e disse:
“E’ la legge!”.
“La nostra legge scritta da povere api”.
– controbatté Nardea – “Le leggi si possono cambiare, quando non sono giuste e vere. Nessuna legge sarà mai giusta o buona o santa, quando esalta il prestigio di alcune api a scapito di altre. Se innalza le une e abbassa le altre, se privilegia alcune e ne schiaccia altre”.

La Regina era stupita dalla saggezza della giovane ape sovversiva e alla fine le disse:
“Nardea, tu sei un’ape singolare. Voglio affidarti una missione importante che nessuna ape gialla è mai riuscita a portare a termine.
Spesso, in sogno, vedo apparire l’ape Madre che mi dà questo messaggio:

“Nel bosco davanti all’alveare
ci sono tre sapienti da incontrare,
ascolta attentamente i loro consigli
e poi la legge nuova tu scrivi.
Da essa un nuovo popolo nascerà
che all’alveare gioia eterna porterà”.

La Regina si alzò dal trono e andò incontro a Nardea, dicendole:
“Tu sola puoi trovare questi sapienti e ascoltarli. Dalle loro parole scoprirai i consigli per formulare la legge nuova ”.

Nardea si sentì onorata della fiducia e dalle parole della Regina. Era davvero felice, anche se un po’ frastornata per la missione affidatale.
“Sono pronta o mia Regina!” – disse in un impeto di coraggio.

La Regina soggiunse:
“Attenta, Nardea, la missione è molto pericolosa. Dovrai volare in tre regni:

• il primo sarà il regno dei fiori.
Ti verranno incontro:
– la Margherita
– il Dente di Leone
– la Viola mammola.

Rammenta questo enigma:

“Del sole ha il colore e il suo cuore
è un’esplosione di luce
che si apre al cielo”.

• il secondo sarà il regno degli animali
e ti accoglieranno:
– la Farfalla
– la Chiocciola
– la Lucciola

Ricorda questo secondo enigma:

“Nel buio puoi stare al sicuro,
ma è alla luce che capti
i colori e le onde dell’amore”.

• il terzo sarà il regno dei frutti
si presenteranno:
– il Carciofo
– il Limone
– la Fragola

Fai attenzione al terzo enigma:

“La bontà sta racchiusa
dentro un cuore
che a terra ha fatto cadere
lacrime aspre di dolore”.

Nardea, stai attenta!
Di tre, uno solo sarà il sapiente. Se sbagli, verrai fatta prigioniera.
Altre api, prima di te, sono partite, ma non hanno più fatto ritorno. Rifletti bene, giovane ape coraggiosa, prima di scegliere: buona fortuna!”.

continuerà...