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I PRESERVATIVI
LA CHIESA SI DECIDE AL ACCETTARE I PRESERVATIVI O NO?

Molto spesso ci si sente domandare, se di fronte alla terribile epidemia di AIDS la Chiesa non potrebbe acconsentire all’uso dei preservativi i quali, secondo alcune opinioni, abbassano il rischio della trasmissione al 60%. Si parla delle “situazioni particolari” dove il preservativo sembra essere l’unica soluzione. Come ad esempio nel caso delle persone handicappate desiderose di avere i rapporti sessuali ma che per ovvie ragioni, non devono “rischiare” di avere i figli. Si racconta la situazione di coniugi africani HIV discordi, cioè di coppie di marito e moglie nelle quali uno solo dei due è sieropositivo, quindi per poter esprimere l’amore nell’unione sessuale e non contagiare l’altro non esiste altra soluzione che il preservativo. E così via, si parla di tanti altri casi dove ragionevole ed unica soluzione sembrerebbe il preservativo. Ma in tutta questa propaganda manca solo una cosa – il buon senso.
I fatti ovvii e scientifici contrastano questa mentalità della pubblica e laica opinione, che promuove i profilattici come toccasana per evitare i rischi, soluzione perfetta per consumare rapporti “sicuri”. Il preservativo può anche essere uno dei prodotti contraccettivi più punteggiati per quanto riguarda la sua efficacia (5 secondo l’indice di Pearl) questo però solo se si seguono severamente tutte le regole delle istruzioni per l’uso. Di che cosa si tratta? Si tratta di alcune procedure da effettuare fin dal principio dell’atto (applicazione) da osservare durante il rapporto (prestare attenzione) fino alla fine dell’atto sessuale (immediato ritiro). Di conseguenza il coretto uso del preservativo esige tanta concentrazione che a volte “avere un rapporto con il preservativo” sembrerebbe quasi rispecchiare più la realtà che “avere un rapporto sessuale”. In parole povere è un coito interrotto con la presenza di una barriera meccanica per separare i due amanti. Suona molto romantico.

Peccato che i media non raccontano le cose come stanno. Perché si deve ricordare che il preservativo protegge solo al 60% da una malattia venerea, compreso AIDS! Su 100 persone che hanno i rapporti con un malato 40 rimarranno contagiati. E chi è responsabile del dolore e della morte di chi ci ha lasciato la pelle? Forse il Papa che chiama i fedeli all’astinenza sessuale…? In Gran Bretagna il 40% dei malati di AIDS contagiati per i contatti sessuali con le persone malate usavano i preservativi! E perché quindi Benedetto XVI è stato così pesantemente criticato per il suo discorso in Africa, se il suo insegnamento invece non causa nessuna vittima?
Bisogna guardare i fatti in faccia, perché la verità è troppo spesso e troppo volentieri ignorata da tutti quelli che vogliono vivere nel mito del sesso “sicuro”! Scienziati americani e alcuni in Europa hanno studiato molto più in dettaglio il materiale usato per la produzione dei preservativi che si chiama latice. Si è scoperto che nella struttura spugnosa del latice ci sono dei fori chiamati micron, facili da vedere sotto il microscopio elettronico. Un singolo foro può avere il diametro fino a 5 micron e si deve sottolineare che non esiste il preservativo senza questi “buchi”! Per capire quindi l’efficacia di questo mezzo consultiamo il grafico (per rendere efficace il paragone gli elementi riportati sono ingranditi in scala). Lo spermatozoo nella parte più grande, la testa, ha il diametro di 3 micron, è quindi di 2 micron più piccolo del foro nel profilattico, ecco perché può avvenire che qualcuno degli spermatozoi passi per il piccolo foro nel profilattico. Gli studi in Inghilterra parlano di almeno 14 casi annuali su 100 tra le coppie che usano sistematicamente i preservativi. La stessa cifra è dichiarata dal Federazione Mondiale per la Salute.


Per quanto riguarda l’AIDS, è provocato dal virus HIV che si trova principalmente nello sperma, nel sangue e nel muco vaginale delle persone contaghiate. Il modo più diffuso di contagio per questa malattia sono i rapporti sessuali con le persone sieropositive. Ma se consideriamo il grafico possiamo vedere che il virus HIV ha il diametro di solo 0,1 micron, quindi è 50 volte più piccolo del foro nel profilattico! Questo dimostra come è lontano dalla verità pubblicizzare i preservativi in quanto sicura protezione contro AIDS. Chi è responsabile per la diffusione di questa menzogna aumenta il numero dei contagiati di AIDS e tante altre malattie che si trasmettono nei contatti sessuali.
Mentre si deve notare che l’astinenza sessuale (la concezione monogamica della sessualità) garantisce i suoi risultati, basata verificare la situazione in Uganda, dove si sono abbassati del 60% i rapporti casuali tra le persone e di conseguenza il numero dei contagiati dagli anni 90’ dello secolo scorso è diminuito del 70%. Un quadro simile lo si nota anche negli altri paesi africani. La regola? Più dissolutezza più malattie, con o senza i profilattici. I “seguaci” del preservativo non possono (perché non esiste) dimostrare con una statistica, un bilancio, un qualsiasi grafico nessuna coincidenza tra l’aumento nel consumo dei preservativi e la diminuzione delle malattie. Ecco perché non ci sono i seri dibattiti a riguardo del tema. Tutto rimane al livello delle chiassose “grida” mediatiche, con tante accuse contro il Papa e le sue idee “retrograde”, e la sua incapacità di lasciare i cattolici a gioire un po’nella vita.

La verità invece è semplice, ovunque si cerca di promuovere l’uso dei profilattici i casi delle malattie veneree aumentano, compreso AIDS. Il preservativo crea un falso senso di protezione, che invoglia ad avere occasionali rapporti sessuali. Questo lo conferma anche British Medical Jurnal, considerando alcune ricerche fatte in Canada, Svezia e Svizzera. Se invece uno volesse pensare logicamente arriverebbe alla conclusine che l’unica soluzione sta nella concezione monogamica della sessualità, lasciare questa intimità solo ed esclusivamente come l’espressione dell’amore coniugale. La realtà stessa, i fatti, le statistiche parlano chiaramente che l’astinenza sessuale è il modo più diretto ed efficace per combattere le malattie veneree. Purtroppo chi vive di sole conquiste sessuali non bada alla logica, nessuna ragione lo potrebbe convincere del contrario. Queste persone sono soggette a tutte le campane pubblicitarie dei profilattici contro ogni logica dei fatti!
Alla fine tutto si gioca nella libertà dell’individuo. Si può ascoltare e considerare la verità come anche credere alla pubblicità, fidarsi dell’autorità della Chiesa o di un veicolo commerciale indifferente alla nostra salute. La Chiesa chiede di riflettere sul coretto uso della sessualità non critica i preservativi perché è prevenuta, ma perché vede che sono mezzo di una grande manipolazione e di un massiccio imbroglio dell’intera società. Considerando ed analizzando il problema del bene personale di ogni individuo la Chiesa non può acconsentire ad un simile maltrattamento della dignità umana.

Troppe persone che credevano nel preservativo sono morte di AIDS, sono troppi quelli ingannati dalla protezione del profilattico che hanno rovinato i propri matrimoni. Troppi bambini concepiti grazie all’uso di questo mezzo “sicuro” sono stati abortiti. Come si può considerare buono un rimedio che causa tutta questa sofferenza? E così insensato negare il consenso all’uso del profilattico? La vera difesa della sessualità umana e la sua totale protezione è dove ci si batte per la dignità umana. E la dignità viene rispettata solo nella natura, nel normale rapporto sessuale all’interno dell’intimità coniugale che dà il senso della protezione, dell’amore e della vera accoglienza!

Articolo elaborato

dal giornale polacco “Milujcie sie” n.3/2009


I link:

http://www.kattoliko.it/leggendanera/modules.php?name=News&file=article&sid=1999

http://www.ilsussidiario.net/articolo.aspx?articolo=35871