| L’UOMO – CAPITANO SU UNA NAVE |

| Oggigiorno molti uomini non realizzano la propria vocazione. Ma essa è definita per mezzo delle due promesse che hanno solennemente presentato davanti a Dio: che ameranno la propria moglie fino alla fine, incondizionatamente, nella gioia e nella sofferenza, e che educheranno bene i propri figli.
Nessuno ha promesso davanti a Dio che lavorerà troppo o guadagnerà eccessivamente, che farà una strabiliante carriera, che porterà avanti un business super-remunerativo! L’essenza della vocazione di coloro che si sono promessi l’amore davanti l’altare, consiste nella cura per una profonda relazione con il consorte e con i figli. Ogni marito deve essere come un bodyguard per la propria famiglia. Deve difendere la moglie contro il timore, la depressione, i sentimenti illusori, tutto ciò che le toglie la pace e la bellezza delicata. |
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L’UOMO NON AL PROPRIO POSTO
Ogni padre deve difendere i propri figli dalla solitudine, dalle tentazioni, dagli uomini malvagi, dalle bugie del mondo, devono proteggere la dignità delle proprie figlie e rafforzare il coraggio dei propri figli. Devono difendere questi valori non urlando, non con il pugno chiuso, ma per mezzo del potere derivante dall’interiorità. Ogni uomo che possiede la vocazione al matrimonio, è stato creato per questo motivo e soltanto quando realizzerà questi fattori sarà veramente se stesso. E se invece non compirà ciò? Allora, come Adamo, fuggirà tra i cespugli. Troverà rifugio in un duro lavoro e tornerà tardi a casa. Scapperà dietro al guadagno di denaro, dietro alla illusione di felicità data dalla costruzione della casa e dalle sue ininterrotte ristrutturazioni. | 
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| Fuggirà e si siederà davanti alla televisore, nel garage, al pub o davanti ad un giornale. E perderà la forza spirituale fino alla fine. Non si troverà più a proprio agio. Sentirà che in verità ha deluso i familiari. E per questo motivo, per fuggire dalla consapevolezza della sconfitta, incolperà tutto il mondo. E cesserà di guardare i propri cari diritto nei loro occhi. Numerosi padri e mariti hanno costruito case bellissime, ma attualmente in quelle case scorrono le lacrime. Hanno guadagnato molto per pagare la scuola per il figlio e per la figlia, ma adesso si chiedono che cosa sta succedendo con i loro figli. Hanno accumulato la dote per i figli, ma questi ultimi non sono riusciti a resistere nel proprio matrimonio nemmeno per qualche anno. E la vita ha mostrato che questa fatica, nella realtà, non era stata compiuta per la loro prole, ma che è stata, in larga misura, una fuga dalla propria vocazione.
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COME UN CAPITANO SULLA NAVE…
L’uomo deve essere come un capitano su una nave. Deve sapere dove si trova la nave e verso quali lidi sta navigando. Soltanto allora, quando compie queste cose, è se stesso. E’ forte quando prevede dove possono esserci le tempeste e le sabbie mobili. Eva per prima ha peccato nel Paradiso, ma Dio ha chiamato Adamo. Voleva parlare con lui a proposito di ciò che è successo. Dio chiede sempre all’uomo: “Dove è tua moglie? Dove si trova adesso il suo cuore? Dove si trova la tua famiglia? Capitano, verso dove state navigando?”.
Costituisce una tragedia per questi ragazzi maturi il fatto che, nella maggior parte dei casi, la loro forza non è stata fornita dal padre.
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| Non giocavano con loro a calcio, non passeggiavano con loro sulle
montagne. I loro padri sono scappati tra i cespugli ed anche essi
stessi oggi scappano tra i cespugli. E’ molto verosimile che i loro
figli faranno le stesse cose. Della loro educazione si sono occupate le
loro madri, e a volte queste ultime si sono anche date da fare per
spostare di lato i padri. Infatti il cuore sensibile delle madri a
volte non vuole affidare il proprio figlio alla mano virile del padre.
A bordo di una vera nave, durante la tempesta, nessuna donna vorrà
allontanare il capitano dal timone, ma pregherà che egli resista
appunto alla guida della nave. Tuttavia nella vita può succedere
diversamente, ossia che i capitani permettano di essere messi da parte,
dicendo: “Se vuoi, eccoti il timone”, e ciò è perfino comodo per loro,
poiché se ne stanno “in pace”, e scendono nella stiva della nave.
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PAPA’! TORNA AL TUO POSTO!
Per questa condizione c’è un solo consiglio: bisogna tornare al proprio posto., verso se stessi, soltanto là dove si trova la propria vocazione, Dio fornisce la forza ai propri figli. Se perfino un padre ha deluso per molti anni, è comunque presente anche l’altro Padre, che rappresenta l’essenza della potenza e che conosce i luoghi più nascosti del cuore. C’è ancora Dio. Egli fornisce la forza agli intimoriti, ai feriti, a coloro che hanno i complessi, agli uomini e alle donne. Senza questo potere non faremo nulla nella vita.
Fratello e sorella, ora già sai perché dobbiamo pregare. Non per non commettere i peccati, o per compiere un comando della religione, ma per ottenere la forza da Dio.
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| Questa potenza ci viene fornita dalla Santa Messa, se
vissuta spiritualmente, e ci viene elargita dalla Confessione, nella
quale tocchiamo la profondità della nostra fragilità.
Alzatevi ed andate verso Dio per ricevere il potere dello spirito e
della parola, e tornate con questa potenza verso coloro che dovete
proteggere e difendere. Vincete la lotta affinché ottengano la Grazia
di una esistenza felice in terra, e di una beata eternità in Paradiso. |
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